• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01083 DE BERTOLDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che: nell'ambito dell'inquadramento giuridico delle strutture sportive...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01083 presentata da ANDREA DE BERTOLDI
martedì 15 gennaio 2019, seduta n.079

DE BERTOLDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

nell'ambito dell'inquadramento giuridico delle strutture sportive adibite a palestre con relative attrezzatture, l'interrogante evidenzia una serie di articolate e complesse criticità, in relazione alle molteplicità di funzioni da esse svolte, quali ad esempio: l'attività di fitness, legata alla preparazione fisica e alla forma, le scuole di ballo, l'attività di nuoto e di arti marziali, alle quali sono attribuite diverse definizioni giuridiche, in relazione alle varie forme d'impresa individuale, società di persone o di capitali, oppure in quella associativa di tipo sportivo (ente non commerciale) o ancora, in base a tipologie di associazioni professionistiche o dilettantistiche da cui conseguono gli obblighi contabili e i regimi di tassazione;

le ripercussioni derivanti da quanto riportato, che configurano distinte categorie dalle quali può derivare un reddito d'impresa oppure alcun reddito imponibile, determinano evidenti forme di elusione ed evasione fiscale, di rilevante entità, anche a causa delle difficoltà che riscontrano le autorità giudiziarie e di controllo, in particolare da parte della Guardia di finanza, nei diversi tipi di accertamento in relazione alle diverse forme e finalità giuridiche e fiscali esistenti;

al riguardo, si evidenzia che la diffusione delle campagne pubblicitarie attualmente presenti nel nostro Paese, nelle quali si propone l'iscrizione a palestre a prezzi esageratamente modesti, rileva (oltre che azioni di concorrenza sleale) la naturale impossibilità, da parte del titolare che pratica tali tariffe, nella regolarità delle imposte da versare e pertanto nel corretto rapporto con il fisco, considerando i numerosi costi e gli oneri legati agli adempimenti fiscali e contributivi previsti;

da informazioni in possesso all'interrogante, ad esempio in tutta la Valdichiana, comprese le città limitrofe di Arezzo, Perugia e Siena, risultano soltanto due le società iscritte alla Camera di commercio, quali attività artigiane e commerciali, a differenza di tutte le altre della zona che sono configurate, in modo poco trasparente, come dilettanti, senza scopo di lucro;

ad avviso dell'interrogante, pertanto, non risultano più attive imprese commerciali che svolgono attività legate al fitness e al benessere della forma fisica in maniera professionale, anche se nella realtà si evidenzia la presenza di strutture e impianti realizzati con investimenti davvero importanti, (per diversi milioni di euro) considerato che in alcune di queste, il solo ed esclusivo scopo è di nascondere utili provenienti da altre fonti di reddito, che in questo settore vengono scaricati come spese (in quanto i guadagni prodotti da enormi palestre, piscine coperte e campi sportivi di ogni tipologia, possono essere facilmente nascosti);

a giudizio dell'interrogante, inoltre, tali attività illecite, oltre agli indebiti vantaggi economici diretti, godono di altrettanti benefici indiretti, quali: accise inferiori sulle bollette di luce e gas, tasse locali (pubblicità e rifiuti) ridotte del 50 per cento che, come giusto, dovrebbero essere appannaggio esclusivo delle vere società di onlus; così come anche le associazioni sportive e culturali autentiche risultano anch'esse danneggiate da questo sistema, poiché tali benefit vengono attualmente elargiti e suddivisi tra tutti, e non distribuiti seguendo criteri selettivi di utilità pubblica, virtù e merito;

il Governo precedente, a giudizio dell'interrogante con un interesse evidentemente scarso per il problema, anche attraverso i pochi, sporadici e superficiali controlli, ha erroneamente consentito il proliferare di licenze e autorizzazioni e conseguenti benefici fiscali, consentendo a imprenditori disonesti di entrare nel mercato producendo per sé stessi elevati guadagni non denunciati al fisco, determinando, fra l'altro, un indotto lavorativo anomalo, senza alcun vantaggio rilevante dal punto di vista sociale;

l'esigenza di potenziare il sistema dei controlli automatici, per fronteggiare tali fenomeni elusivi ed evasivi, che drenano risorse altrimenti utilizzabili per la promozione del genuino fenomeno sportivo, ad avviso dell'interrogante, appare urgente ed indifferibile, anche verificando le certificazioni uniche dei soggetti che percepiscono emolumenti da parte dei sodalizi sportivi dilettantistici o tramite altri sistemi equipollenti, il che potrebbe disincentivare i comportamenti anomici da parte di chi intende utilizzare il sistema sportivo come uno strumento di distribuzione indiretta di utili, in frode ai principi legislativi enunciati,

si chiede di sapere:

quali valutazioni il Governo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

se condivida le diverse e articolate criticità richiamate, anche in relazione alle società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali, che beneficiano delle agevolazioni fiscali di cui in premessa, determinando un evidente danno alle casse dello Stato generato dalla elusione ed evasione dei non aventi diritto;

in caso affermativo quali iniziative urgenti intenda assumere, per fronteggiare il fenomeno descritto in premessa, che continua a sottrarre risorse al reale settore terziario no profit arrecando, al contempo, il danno della concorrenza sleale alle sane attività commerciali di società sovente costrette a chiudere a causa della riduzione dei clienti.

(4-01083)