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Atto a cui si riferisce:
C.5/01164 (5-01164) (Presentata l'8 gennaio 2019)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 9 gennaio 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali)
5-01164

  Signor Presidente, Onorevoli Deputati,
  in occasione della ricorrenza dell'anniversario della c.d. «Strage di Acca Larentia» del 7 gennaio del 1978, avvenuta nelle adiacenze della sede dell'allora sezione del M.S.I./DN di via Acca Larentia 28, hanno avuto luogo, come di consueto, a Roma ed in provincia, diverse iniziative commemorative promosse da gruppi gravitanti nell'area della destra capitolina, fra i quali Casapound, Forza Nuova, Azione Frontale, Comunità di Avanguardia Nazionale, Fronte della Gioventù ed altri.
  In particolare, nel primo pomeriggio del 7 gennaio u.s., circa una cinquantina di militanti di Forza Nuova e della Comunità di Avanguardia Nazionale si sono dati appuntamento presso il Mausoleo dei Martiri Fascisti e presso il Cimitero del Verano, per deporre dei fiori sulle tombe delle vittime.
  Per la circostanza, la Questura di Roma ha disposto specifici servizi con personale del Commissariato di zona, della Digos e dell'Arma dei Carabinieri, nonché la presenza di un nucleo mobile all'esterno del cimitero.
  Il personale di Polizia presente sul posto è intervenuto prontamente allorquando, nel corso dell'iniziativa, ha notato un alterco tra i manifestanti che ne ha richiamato l'attenzione.
  Nella circostanza, è stata riscontrata la presenza di otto persone, tra cui Giuliano CASTELLINO, leader romano di Forza Nuova, e Vincenzo Vito Antonio NARDULLI, leader della Comunità di Avanguardia Nazionale, che discutevano animatamente con una terza persona, identificata come Federico MARCONI, giornalista freelance. Lo stesso, dopo aver ringraziato il personale intervenuto per il tempestivo intervento e dopo essersi scusato per non aver segnalato la sua presenza, è stato accompagnato all'esterno del cimitero e, a specifica richiesta degli agenti, ha precisato di non aver subito alcuna aggressione.
  Successivamente, alle ore 18.40 circa, Paolo MARCHETTI e Federico MARCONI, rispettivamente fotoreporter e giornalista freelance del gruppo « L'Espresso», hanno sporto querela dichiarando che alcuni militanti, tra cui CASTELLINO e NARDULLI, li avevano aggrediti fisicamente e verbalmente allo scopo di ottenere la cancellazione delle immagini e dei video girati durante la commemorazione in prossimità del Mausoleo dei Martiri Fascisti.
  In particolare, alcuni militanti avrebbero fotografato il documento d'identità di MARCONI, minacciandolo che sarebbero andati a cercarlo.
  Paolo MARCHETTI ha precisato di essersi allontanato poco prima dell'intervento del personale di Polizia.
  Nel corso della serata, Federico MARCONI ha poi fatto ricorso a cure mediche ospedaliere per lesioni giudicate guaribili in 3 giorni.
  Tanto premesso, l'attività investigativa espletata ha consentito di cristallizzare alcuni profili di responsabilità dei signori Castellino e Nardulli, i quali sono stati deferiti all'A.G. per i reati di minaccia, lesioni personali e violenza privata. Sono, peraltro, in corso ulteriori indagini per identificare gli altri partecipanti alla denunciata aggressione.
  Per quanto attiene alla posizione del signor Castellino, su cui gli Onorevoli interroganti richiamano l'attenzione, il predetto risulta sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di anni uno, senza obbligo di soggiorno, emessa dal Tribunale di Roma. Tale misura ha un termine di scadenza previsto per il 2 ottobre 2019.
  Nel provvedimento, tra le prescrizioni è specificatamente indicata quella di «non partecipare a pubbliche riunioni per le quali sia richiesta l'autorizzazione dell'Autorità»; pertanto lo stesso è stato segnalato all'AG per violazione dell'articolo 75 (violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale) del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
  Per completezza di informazione, si rappresenta infine che il CASTELLINO attualmente è sottoposto anche alla misura di prevenzione del divieto di accesso alle manifestazioni sportive – DASPO per due anni a decorrere dal 14 dicembre 2018.
  Questi sono i fatti riferiti dalle Autorità di Pubblica sicurezza e che saranno oggetto delle opportune valutazioni di competenza dell'Autorità Giudiziaria.
  In questa sede il Governo intende esprimere la netta condanna per quanto accaduto.
  Atti violenti ed aggressioni fisiche non sono mai tollerabili e tanto più, come nel caso in questione, quando assumono carattere intimidatorio verso gli operatori della stampa impegnati nell'esercizio del diritto costituzionalmente tutelato alla libera informazione.
  Richiamo, infine, le parole di riprovazione del Ministro dell'interno che, nell'auspicare pene severe per coloro che compiono atti di siffatto genere, ha evidenziato che l'imminente fornitura di 1000 braccialetti elettronici potrà anche agevolare il necessario monitoraggio, di soggetti gravati da provvedimenti di sorveglianza speciale, evitando la violazione degli obblighi imposti.