• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/00981/164 in sede di discussione del disegno di legge recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021", premesso che: il...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/981/164 presentato da LAURA STABILE
sabato 22 dicembre 2018, seduta n. 077

La 12a Commissione,
in sede di discussione del disegno di legge recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021",
premesso che:
il comma 586 dell'articolo 1 istituisce un Fondo unico a sostegno dell'operatività del numero unico europeo 112 al fine di completare l'estensione dell'operatività del numero unico europeo;
l'Italia ha introdotto il numero unico 112 adottando il modello organizzativo di call center "laico", verso il quale sono convogliate tutte le chiamate effettuate dai numeri di emergenza 112, 113, 115 e 118: dopo aver effettuato un'intervista telefonica e localizzato il chiamante, l'operatore "laico" indirizza la chiamata alla centrale operativa di competenza (forze dell'ordine, Vigili del fuoco o emergenza sanitaria). Il doppio passaggio della chiamata di soccorso allunga i tempi almeno del doppio, ma anche del triplo o più, e costringe chi chiama a sottoporsi a due interviste, la prima da parte del centralinista 112 e la seconda con l'operatore del servizio competente, 113, 115 o 118;
l'impiego nelle centrali 112 di personale cosiddetto "laico", ovvero senza adeguata conoscenza o esperienza delle situazioni di emergenza, e spesso privo di conoscenza del territorio, è frequente causa di errori, sia nella valutazione delle situazioni, sia nella localizzazione dell'evento e conseguente invio del soccorso;
nelle regioni in cui è stato attivato il NUE 112 si susseguono numerose segnalazioni di disservizi derivanti da allungamento dei tempi di risposta, localizzazioni errate, inoltro delle chiamate ai servizi sbagliati, episodi anche gravi ed è probabile che vi siano stati esiti letali;
il documento "Scheda Integrazioni al Disciplinare Tecnico Standard" del 19 gennaio 2018 del Ministero dell'interno dispone alcune misure con l'obiettivo dichiarato di migliorare efficienza e efficacia delle risposte alle richieste di soccorso: definisce una tempistica massima per le risposte alle chiamate da parte delle centrali uniche 112 e per il trasferimento di queste alle centrali di competenza, dispone l'adozione di procedure di certificazione a norma ISO 9001, istituisce un sistema di monitoraggio centrale e periferico che si prevedeva potesse andare a regime a settembre 2018 e prevede alcune soluzioni temporanee, quali ad esempio risponditori automatici per far fronte a casi eccezionali di iperafflusso di chiamate;
con l'adozione di tali misure è in ogni caso mantenuto il sistema che utilizza il doppio passaggio di chiamata, che di per sé è causa di allungamento dei tempi e che aumenta il rischio di perdita del contatto con il richiedente soccorso, e l'affidamento della prima risposta in evenienze delicate e di possibile pericolo per la vita a personale privo di esperienza specifica;
nell'attuale contingenza economica va evidenziato l'incremento di spesa che il modello organizzativo adottato ha comportato e ancor più comporterà nel futuro, sia in conto capitale sia in spesa corrente, visto che alle Centrali operative di IIº livello di polizia, carabinieri, vigili del fuoco ed emergenza sanitaria si aggiungono quelle del NUE, con i relativi ingenti costi per la logistica, per le tecnologie e per il personale. Quest'ultimo è calcolato a regime in 2.000 unità (DL 20 febbraio 2017, n. 14) che sono aggiuntive e non sostitutive degli operatori delle Centrali operative di IIº livello;
invita il Governo:
a valutare una revisione del modello di risposta alle chiamate di emergenza attualmente adottato, alla luce degli elementi informativi sinora acquisiti nell'ambito dell'istruttoria svolta da questa Commissione in merito ai profili di interesse sanitario del numero unico di emergenza 112, da cui emerge, in termini generali, una marcata disomogeneità nei costi sostenuti dalle singole Regioni e Province autonome per il settore dell'emergenza/urgenza sanitaria. Appare quindi fondamentale la necessità di avere a disposizione tutti i dati economici disponibili (di sintesi ed analitici) nonché i dati quanti-qualitativi concernenti tutte le prestazioni effettuate, relativamente all'ultimo triennio, in ciascuna Regione e Provincia autonoma. La disponibilità di tali dati sarà funzionale a: formulare dei costi standard, definire una griglia di quanto il numero unico sia realmente indispensabile sotto il profilo tecnico, fare benchmarking delle singole prestazioni rese rispetto alle diverse esigenze tipizzabili in materia di emergenza urgenza alla base della determinazione appropriata dei fabbisogni.
(numerazione resoconto Senato G1.164)
(9/981/164)
Stabile, Rizzotti, Binetti, Pichetto Fratin, Damiani, Fantetti, Ferro, Saccone, Conzatti, Berutti, Siclari, Lonardo