• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01050 ASTORRE, BOLDRINI, CUCCA, GIACOBBE, BELLANOVA - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che: il sistema della riscossione in Italia è stato oggetto di una continua...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01050 presentata da BRUNO ASTORRE
venerdì 21 dicembre 2018, seduta n.076

ASTORRE, BOLDRINI, CUCCA, GIACOBBE, BELLANOVA - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

il sistema della riscossione in Italia è stato oggetto di una continua evoluzione. Fino al 30 settembre 2006 il servizio della riscossione era affidato in concessione dallo Stato a banche e società private. Nonostante questi soggetti avessero maggiori e più incisivi strumenti di azione e di deterrenza, i risultati conseguiti si sono rivelati molto al di sotto delle aspettative. Alla luce di ciò, con decreto-legge n. 203 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2005, è stata disposta la soppressione, a far data dal 1° ottobre 2006, del sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale di riscossione, attribuendo le relative funzioni all'Agenzia delle entrate, che le ha esercitate ex lege mediante la società pubblica a tal fine costituita, Riscossione SpA, successivamente ridenominata Equitalia SpA;

dapprima, Equitalia SpA ha progressivamente acquisito le 38 concessionarie, facendole rientrare nel gruppo Equitalia, composto dalla holding Equitalia SpA e le suddette 38 concessionarie, per poi procedere, mediante un'operazione di aggregazione che ha portato ad avere al 31 dicembre 2016 solo 3 società: Equitalia SpA, Equitalia Servizi di Riscossione SpA (Agente della riscossione) ed Equitalia Giustizia SpA (nata nel 2008);

tale assetto societario è rimasto invariato fino quando, per effetto di quanto previsto all'art. 1 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016, è stato attuato un completo riassetto organizzativo della riscossione nazionale per ridurre la frammentazione territoriale. Sulla scorta dell'intervento legislativo, dal 1° luglio 2017 il nuovo ente, Agenzia delle entrate - Riscossione, è pertanto subentrato, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del gruppo Equitalia sciolte, assumendo la qualifica di agente della riscossione;

un ulteriore intervento, previsto dal decreto-legge n. 119 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 136 del 2018, riguarda lo stralcio dei debiti fino a 1.000 euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010;

tale misura dispone l'annullamento automatico dei debiti tributari fino a 1.000 euro (compresi capitale, interessi e sanzioni) risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010, calcolati alla data del 24 ottobre 2018;

come osservato dalla Corte dei conti, il limite di 1.000 euro, facendo riferimento al singolo carico, potrebbe applicarsi anche alle ipotesi di debitori gravati da una molteplicità di carichi di importo unitario inferiore a tale soglia o sui quali gravano carichi unitari di importo superiore, ai quali si associano carichi di importo inferiore ai 1.000 euro;

la perdita di gettito stimata, come previsto dalla relazione tecnica, di accompagnamento al decreto-legge n. 119 del 2018, ammonta ad un valore di 524 milioni di euro, pari al 3,5 per cento delle somme potenzialmente interessate dalla definizione agevolata;

considerato che:

il passaggio da un sistema di riscossione in forma pubblica ha fatto registrare progressi importanti nel contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscali. Sin dal 2007, primo anno di piena attività, con una media, al 2017, di oltre 8,2 miliardi di euro riscossi annualmente. Il dato risulta tanto più evidente se si confronta alla media di incassi annua, pari a 2,9 miliardi di euro, raggiunta negli ultimi anni di attività da parte dei concessionari privati;

particolarmente positivo è stato l'impatto di recupero degli incassi derivanti dalla definizione agevolata (cosiddetta rottamazione). In particolare, per l'anno 2017, il volume totale degli incassi è risultato pari a 12,7 miliardi di euro, con un incremento del 45,1 per cento rispetto al 2016 e del 54,1 per cento rispetto al 2015, in larga parte determinato dagli effetti della definizione agevolata dei carichi introdotta dall'art. 6 del decreto-legge n. 193 del 2016, che ha contribuito al risultato complessivo di riscossione per circa 6,5 miliardi di euro, a fronte di un dato previsionale, contenuto nella relazione tecnica, di accompagnamento al menzionato decreto-legge, di 5,073 miliardi di euro nell'anno 2017. Rispetto al dato previsionale le riscossioni della definizione agevolata hanno fatto registrare una variazione positiva di oltre 1,4 miliardi di euro;

relativamente alle rate scadenti nell'annualità 2018, la previsione di gettito atteso è stata stimata intorno al valore di 1,7 miliardi di euro e, considerando che, nei primi mesi dell'anno 2018, l'incasso ammonta a 734 milioni di euro, l'intera misura della definizione agevolata si potrebbe attestare intorno al valore complessivo di 8,2 miliardi di euro, ovvero circa un miliardo in più rispetto ai 7,2 miliardi previsti nella relazione tecnica richiamata;

rilevato che lo strumento della definizione agevolata ha coinvolto circa 1,5 milioni di contribuenti ed ha messo in evidenza che oltre la metà (quasi il 55 per cento) dei carichi debitori provengono da contribuenti, il cui debito complessivo è superiore a 100.000 euro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda provvedere a render noto il saldo della definizione agevolata, di cui al decreto-legge n. 193 del 2016 (cosiddetta rottamazione uno) iniziata a novembre 2016 e terminata a settembre 2018, di cui Agenzia delle entrate - Riscossione non ha reso pubblici i dati conclusivi;

se intenda fornire i dati inerenti all'andamento della riscossione ordinaria di Agenzia delle entrate-Riscossione da gennaio a novembre 2018, ai fini di un raffronto con l'annualità precedente;

se sia in grado di fornire al Parlamento il numero dei contribuenti coinvolti dalla misura di stralcio dei debiti fino a 1.000 euro e dei debiti oggetto di annullamento automatico;

se e in che misura il provvedimento di revoca dei debiti sotto i 1.000 euro generi riflessi negativi sui bilanci dell'Istituto nazionale di previdenza sociale e dei Comuni;

se sia in grado di fornire al Parlamento dati inerenti alla suddivisione per Comuni, Regioni e Agenzia delle entrate delle risorse oggetto di revoca.

(4-01050)