• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01116 (5-01116)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01116presentato daGALLINELLA Filippotesto diGiovedì 13 dicembre 2018, seduta n. 101

   GALLINELLA, CADEDDU, CASSESE, CILLIS, GAGNARLI, L'ABBATE, PARENTELA, DEL SESTO, PIGNATONE, CIMINO, MARZANA, ALBERTO MANCA, LOMBARDO e MAGLIONE. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   il fermo pesca «volontario» o non obbligatorio è stato introdotto nel 2017, in sede di conversione del decreto-legge «Mezzogiorno». In particolare, il comma 1-bis dell'articolo 10 del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, ha aggiunto all'articolo 1, comma 346, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, i seguenti periodi: «Per l'anno 2017 e nel limite di spesa di 7 milioni di euro per il medesimo anno, a ciascuno dei soggetti di cui al presente comma (ciascun lavoratore dipendente da impresa adibita alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, di cui alla legge 13 marzo 1958, n. 250) è altresì riconosciuta la medesima indennità giornaliera onnicomprensiva pari a 30 euro nel periodo di sospensione dell'attività lavorativa derivante da misure di arresto temporaneo non obbligatorio, per un periodo non superiore complessivamente a quaranta giorni in corso all'anno»;

   risulta che quei 7 milioni di euro, nel 2017, non siano stati utilizzati per la finalità voluta dal legislatore, a vantaggio del settore della pesca: sono stati infatti re-incamerati dal Ministero dell'economia e delle finanze, e dunque definitivamente perduti dal settore, dal momento che il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e quello del lavoro e delle politiche sociali non hanno adottato nel termine utile, ovvero entro l'anno in corso, il decreto interministeriale con il quale avrebbero dovute essere dettagliate le ipotesi legittimanti l'erogazione della nuova indennità;

   i tempi per l'adozione del decreto ministeriale, quest'anno, sono ormai strettissimi, poiché se l'intera procedura, comprensiva del visto della Corte dei conti, non si chiuderà entro il 31 dicembre, esattamente come è avvenuto lo scorso anno, le risorse verranno re-incamerate dal Ministero dell'economia e delle finanze;

   risulta agli interroganti che il 1° ottobre 2018 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha inviato all'ufficio legislativo del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo la bozza del decreto, per l'assenso di competenza, precisando di avere già avuto il concerto tecnico della competente direzione del Ministero medesimo;

   sono ormai trascorsi più di due mesi e non risulta che da allora vi siano stati ulteriori passaggi, mentre il settore e gli operatori sono preoccupati per il reiterarsi di una situazione che rischia di fare nuovamente perdere risorse importanti ai pescatori, che costituiscono un ammortizzatore sociale indispensabile –:

   se siano conoscenza di quanto esposto in premessa e se intendano fornire rassicurazioni circa la positiva conclusione dell’iter procedimentale di adozione del decreto di cui in premessa entro il 31 dicembre 2018.
(5-01116)