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Atto a cui si riferisce:
C.5/01102 (5-01102)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 12 dicembre 2018
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-01102

  Signor Presidente, Onorevoli colleghi,
  la filiera agroalimentare italiana è leader a livello europeo per il numero di prodotti a base di carne suina con il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP).
  Ciò premesso, entrando nello specifico evidenzio che il Disciplinare del Libro genealogico italiano (LGI), all'articolo 19, descrive le finalità della selezione delle tre razze tradizionali Large White, Landrace e Duroc italiane e all'articolo 21 elenca i caratteri qualitativi e quantitativi considerati nel programma di miglioramento genetico. Detta selezione si propone di assicurare la produzione di carcasse secondo precisi standard per lo spessore e la qualità del lardo, l'assenza di difetti e la giusta consistenza della carne, idonee per la produzione delle suddette DOP. Si tratta di parametri oggettivi, precisamente indicati nei disciplinari dei prosciutti DOP, ai quali fa esplicito riferimento il disciplinare del Libro Genealogico Italiano (LGI) in ordine a finalità e criteri del programma di miglioramento genetico delle razze per il suino pesante.
  Pertanto, le prescrizioni riportate nel Disciplinare del Libro genealogico nonché le informazioni tecniche divulgate dall'Associazione Nazionale Allevatori Suini, consentono di disporre di elementi conoscitivi esaustivi ed oggettivi circa le finalità dei programmi di miglioramento genetico delle tre razze tradizionali, riferimento del Disciplinari dei prosciutti DOP.
  Segnalo, in merito alle procedure per la valutazione della compatibilità degli schemi di selezione o ibridazione di altri tipi genetici che nel corso degli anni gli Organismi di Controllo incaricati (Istituto Parma Qualità e Istituto Nord Est Qualità), hanno messo a punto sia criteri standardizzati per l'acquisizione delle informazioni, che devono essere fornite dagli enti selezionatori e ibridatori interessati, sia modalità oggettive per stabilire il grado di compatibilità con le finalità della selezione delle razze del LGI.
  In particolare, la verifica delle compatibilità si basa sui risultati della elaborazione dei dati dichiarati dai produttori di tipi genetici destinati alla produzione delle DOP in questione circa i caratteri selezionati e la relativa importanza attribuita. I diversi caratteri considerati presentano tra di loro relazioni biologiche (correlazioni genetiche) che consentono di stimare in modo oggettivo il progresso genetico atteso per ogni carattere e quindi di verificare se la direzione della selezione del tipo genetico esaminato è compatibile con le finalità del miglioramento delle tre razze tradizionali di riferimento del LGI ed in ultima istanza con i requisiti qualitativi delle cosce stabiliti dai Disciplinari dei prosciutti DOP.
  Pertanto, le procedure per la valutazione dei nuovi tipi genetici appaiono trasparenti ed oggettive.
  Rilevo inoltre che l'idoneità e correttezza delle procedure adottate dagli Organismi di Controllo è stata oggetto di verifica da parte del Tribunale Amministrativo del Lazio che ha respinto nel merito due ricorsi sulle modalità di valutazione della compatibilità dei tipi genetici, ai fini dell'ammissione alla produzione di prosciutti DOP.
  Ritengo opportuno aggiungere che per le filiere delle produzioni DOP l'accertamento dell'origine genetica dei suini è una condizione ineludibile per assicurare il rispetto dei disciplinari e permettere il mantenimento della distinzione qualitativa del prodotto finale. Infatti, i disciplinari dei prodotti a base di carne suina prevedono specifici requisiti circa l'origine genetica dei suini impiegati.
  Detto requisito di fatto è attestato dall'allevatore che con apposita autocertificazione, soggetta a controllo a campione, dichiara l'origine genetica del verro padre dei suini destinati alla produzione DOP.
  Tale sistema di controllo certamente può essere reso più efficace. Pertanto, è auspicabile la messa a punto di misure, basate sull'analisi del DNA, che consentano un'affidabile e inoppugnabile verifica dell'origine genetica dei suini utilizzati nel circuito delle DOP lungo tutta la filiera dall'allevamento fino al prosciuttificio.
  In tale direzione occorre costituire una banca del DNA di tutti i riproduttori maschi di razza pura e ibridi, in possesso di certificato genealogico che operano nell'ambito delle DOP.
  Rilevo al riguardo che, l'Associazione Nazionale Allevatori Suini – ANAS, ha costituito da alcuni anni una banca del DNA dei riproduttori maschi di razza pura dove vengono conservati campioni di materiale biologico dei verri destinati alla fecondazione artificiale pubblica e vige l'obbligo dell'accertamento degli ascendenti e dal 2015 anche quelli degli altri verri di razza pura iscritti al libro genealogico.
  Sulla base di questa esperienza, il Ministero sta valutando come costituire una banca del DNA più ampia, che raccolga e conservi i campioni biologici di tutti i verri di razza pura ed ibridi utilizzati negli allevamenti aderenti alle DOP.