• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00995 CASTIELLO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dell'interno. - Premesso che: il territorio a sud di Salerno è stato interessato, nel...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00995 presentata da FRANCESCO CASTIELLO
lunedì 10 dicembre 2018, seduta n.069

CASTIELLO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dell'interno. - Premesso che:

il territorio a sud di Salerno è stato interessato, nel recente passato, da ripetuti, costanti sversamenti di rifiuti nocivi, tanto da ritenerlo gravemente contaminato da interramenti di materiale tossico e, probabilmente, radioattivo;

esistono numerosi, convergenti indizi che portano ragionevolmente a ritenere che, non solo in occasione della realizzazione delle grandi opere (come pure risulta dagli atti parlamentari della Commissione d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle associazioni criminali similari, XI Legislatura, seduta di venerdì 17 settembre 1993) ma anche in diversi altri momenti (ne costituiscono puntuale testimonianza gli atti del cosiddetto processo "Chernobyl") siano stati interrati rifiuti pericolosi da parte di imprese subappaltatrici caratterizzate da marcata opacità, per effetto della loro aderenza a gruppi criminali organizzati;

l'Unione europea, nell'ambito del PON «Sicurezza per lo sviluppo - Obiettivo convergenza» 2007-2013, all'asse 1, sicurezza per la libertà economica e d'impresa, obiettivo operativo 1.3, concepì il progetto MIAPI (Monitoraggio e Individuazione di Aree Potenzialmente Inquinate nelle regioni obiettivo convergenza) che aveva come scopo, attraverso la sperimentazione di strumenti innovativi per il controllo, il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti riguardanti l'aggressione dell'ambiente, il potenziamento delle forme di tutela del benessere sociale ed economico;

il progetto MIAPI, ideato nell'anno 2011, sorse con lo specifico obiettivo della localizzazione di possibili fonti di inquinamento attraverso l'individuazione delle anomalie che si riscontrano in alcuni parametri fisici e geofisici (magnetici, spettrometrici e termici) misurati attraverso sensori da piattaforma aerea;

risulta all'interrogante che l'ufficio tecnico della "Gia consulting", società con sede a Napoli, nell'ambito delle attività di cui al progetto MIAPI, sia «stato impegnato nell'analisi della distribuzione spaziale delle variabili coinvolte nell'individuazione delle aree potenzialmente inquinate su cui eseguire i rilievi airborne, quali impianti di cave, discariche, siti industriali, viabilità, uso del suolo, densità abitative e Anomalie Morfologiche Antropiche (AMAN) individuate mediante un'analisi temporale e foto-interpretativa di immagini satellitari ad alta risoluzione»;

il territorio del Cilento, per quanto risulta all'interrogante, è stato del tutto escluso (o, tutt'al più, solo marginalmente esplorato) dai telerilevamenti (di cui al Programma operativo nazionale 2007-2013 "Sicurezza per la legalità") che, ai fini dell'azione conoscitiva del territorio volta al perseguimento delle finalità istituzionali di tutela dell'ambiente attraverso il sorvolo con sensori elitrasportati, avrebbero dovuto condurre all'individuazione di anomalie di tipo magnetometrico e di tipo radiometrico;

per il territorio del Vallo di Diano, sempre nell'ambito del progetto MIAPI e sempre per quanto risulta all'interrogante, è stata generata una mappatura delle superfici sorvolate e telerilevate, dalla quale sono evincibili le risultanze dei sensori "magnetometro, termocamera a infrarosso e camera fotogrammetrica" con esclusione delle elaborazioni, e delle pertinenti schede, riferibili al sensore "spettrometro gamma", determinante per la misurazione della contaminazione radioattiva d'ambito;

da più parti dell'area pedocollinare valdianese (San Rufo, Corleto Monforte, Pozzale di Teggiano, la cui foto interpretazione di tale indicata immagine satellitare di "Google" denota la presenza di un deposito intermedio di materiale di cava, ove le colorazioni azzurrognole, contigue all'asta torrentizia, testimoniano, probabilmente, la presenza di fanghi di ossidazione o, quantomeno, l'esistenza di ossidi di rame o ferrosi) giungono segnalazioni di nascite di animali deformi (bovini e soprattutto caprini) e decessi di pastori affetti da patologie oncologiche, determinate le une e le altre, probabilmente, dal contatto coi rifiuti tossici che contaminano irreversibilmente l'ambiente naturale del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni durante il periodo della transumanza, allorquando migrano stagionalmente i greggi, le mandrie e i pastori dai pascoli situati in zone collinari o montane verso quelli di pianura, e viceversa;

tenuto conto che, come già ragguagliato in un precedente atto di sindacato ispettivo (4-00284), risulta incontrovertibilmente provato, dalla disamina degli archivi dei medici di medicina generale operanti in 70 comuni a sud di Salerno, da Battipaglia a Sapri, che è stato rilevato su un campione significativo di assistiti (196.892 unità, corrispondenti a oltre il 50 per cento dell'intera popolazione residente) un totale di ammalati di cancro per una media del 4,83 per cento, con picchi nel distretto di Vallo della Lucania e di Sapri superiori alla media nazionale;

tenuto conto che l'ordinamento tutela l'ambiente come elemento determinativo della vita e come "valore primario assoluto" (Corte costituzionale, sentenza n. 127 del 1990);

considerato che non risulta svolta sul territorio un'incisiva azione di prevenzione e di repressione a salvaguardia dei valori ambientali e della salute;

accertato che il PON «Sicurezza per lo sviluppo - Obiettivo convergenza» 2007-2013 aveva una dotazione finanziaria di 1.158 milioni di euro, di cui il 50 per cento cofinanziato dall'Unione europea, attraverso il fondo europeo di sviluppo regionale, e il restante 50 per cento dallo Stato italiano;

accertato, altresì, che il progetto MIAPI si configura come uno strumento determinante nel contrasto ai fenomeni di illegalità ambientale e alle ecomafie e che merita, alternativamente, o nell'ambito della riprogrammazione del programma nazionale «legalità» 2014-2020 del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) o attraverso altre forme di programmazione finanziaria, il rifinanziamento al fine di scansionare le parti inesplorate dei territori appartenenti alle aree potenzialmente inquinate nelle regioni obiettivo convergenza, nelle quali, come merita di essere ribadito, risulta rilevante e preoccupante la presenza di "illeciti ambientali", tanto da richiedere ulteriori, puntuali approfondimenti,

si chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di far luce, con tempestività ed efficacia, sulle sospette anomalie rilevate e approntare le più adeguate misure dirette a prevenire e a contenere l'ulteriore diffusione sul territorio delle malattie tumorali.

(4-00995)