• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00365 (3-00365)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00365presentato daTOCCAFONDI Gabrieletesto diMercoledì 5 dicembre 2018, seduta n. 94

   TOCCAFONDI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che:

   con il disegno di legge di bilancio per il 2019, il Governo riduce significativamente le ore di alternanza scuola-lavoro nelle superiori;

   l'alternanza scuola-lavoro ha dimostrato la sua utilità perché ha aperto le porte della scuola al mondo esterno, mostrando che il lavoro oggi richiede non solo conoscenze disciplinari, ma anche competenze trasversali;

   alcuni dati utili: hanno partecipato all'alternanza scuola-lavoro il 90 per cento degli studenti dell'ultimo triennio delle scuole statali e il 76 per cento delle paritarie. Sono stati attivati ben 76.246 percorsi, coinvolgendo 6.000 scuole statali e paritarie. Le imprese hanno ospitato il 43 per cento degli studenti in alternanza scuola-lavoro, seguite da enti del terzo settore (11 per cento) e università (7 per cento). Ci sono state esperienze nelle stesse scuole (10 per cento);

   il Governo, invece che continuare in questo percorso che ha avuto un trend positivo, ha previsto un taglio delle ore minime: 90 ai licei (erano 200), 150 ai tecnici e 180 ai professionali (erano 400 per entrambi). Il calo del 58 per cento del monte-ore si applica anche ai fondi stanziati, con una riduzione pari a 56,5 milioni di euro dal 2019;

   dopo l'anno scolastico 2017-2018 era previsto un bilancio del primo triennio, da cui ricavare dati oggettivi per migliorare un'esperienza che ha già coinvolto circa 1.400.000 studenti e molti docenti. Per farlo il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca aveva creato un Osservatorio nazionale dell'alternanza scuola-lavoro. Il nuovo Governo sembra fino ad ora ignorare i dati del monitoraggio;

   invece di completare i monitoraggi, incoraggiare le migliori esperienze, si è ingranata la retromarcia, cancellando pure l'espressione «alternanza scuola-lavoro»; d'ora in poi si parlerà di «percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento»;

   la scelta lascia estremamente perplessi: si premia chi ha ignorato le norme, mortificando invece l'impegno di chi si è dato da fare per rispettarle. Non è chiaro che messaggio si sta dando agli studenti impegnati in quei percorsi;

   le competenze trasversali richiedono una maturazione che naturalmente ha tempi lunghi e chiama in causa l'intera struttura curricolare;

   il passo indietro del Governo sull'alternanza scuola-lavoro sembra un brutto segnale per gli studenti e i docenti che avevano provato ad alzare lo sguardo oltre le mura scolastiche e a dialogare con oltre 208 mila strutture ospitanti. È un indizio dell'assenza di una visione chiara di scuola del futuro per i nostri figli alla quale ispirare le politiche –:

   alla luce del monitoraggio del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 2017/2018, che si chiede di conoscere, quale percorso il Ministro interrogato intenda perseguire.
(3-00365)