• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00369 (3-00369)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00369presentato daFONTANA Ilariatesto diMercoledì 5 dicembre 2018, seduta n. 94

   ILARIA FONTANA, ZOLEZZI, DAGA, DEIANA, D'IPPOLITO, FEDERICO, LICATINI, ALBERTO MANCA, MARAIA, RICCIARDI, ROSPI, TERZONI, TRAVERSI, VARRICA, VIANELLO e VIGNAROLI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:

   il fiume Sacco si estende per circa 50 chilometri tra le province di Roma e Frosinone;

   l'area circostante al corso del fiume è classificata come Sito di interesse nazionale (Sin) ai fini di bonifica;

   la qualità delle acque e la biodiversità del fiume sono sempre più spesso messe a rischio da sversamenti illeciti di acque reflue e scarichi abusivi, fenomeni che nella provincia di Frosinone accadono ormai frequentemente e, in particolar modo, nelle giornate di pioggia intensa. Gli ultimi casi delle scorse settimane hanno riguardato ingenti quantità di schiume di natura sconosciuta, che, data la piena del fiume, si sono riversati anche su alcuni terreni circostanti, andando ad aggravare l'emergenza ambientale che ha già portato ad ordinanze sindacali tese ad interdire alcune zone per agricoltura e pascolo;

   il monitoraggio sulla qualità delle acque del Sacco, i cui risultati sono stati utilizzati per l'elaborazione dei documenti propedeutici all'aggiornamento del piano di tutela delle acque della regione Lazio, ha ulteriormente riscontrato una pessima condizione dello stato ecologico in 6 dei 14 sottobacini idrografici del fiume;

   oltre agli scarichi abusivi, anche i depuratori di acque reflue risultano essere spesso sottodimensionati, inattivi o comunque non in grado di trattare a sufficienza le acque in entrata, con la conseguenza di immettere nei corpi idrici acque aventi un carico di inquinamento ben oltre i limiti fissati dal decreto legislativo n. 152 del 2006;

   le attività industriali che scaricano le proprie acque nelle reti dei depuratori sono anch'esse soggette al rispetto dei limiti di legge e, visti i numerosi consorzi industriali e grandi impianti presenti lungo il corso del fiume, occorre verificarne il rispetto delle prescrizioni e le modalità di smaltimento dei fanghi;

   ad un'attività di indagine a danno avvenuto, serve un'azione congiunta tra gli enti competenti ed enti di controllo, quali Ispra, Arpa, azienda sanitaria locale e prefettura, al fine di prevenire in futuro il verificarsi di questi gravi fatti aumentando i controlli –:

   quali iniziative intenda promuovere al fine di contrastare i continui scarichi illeciti nel fiume Sacco.
(3-00369)