• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00428 PARAGONE, LUCIDI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per gli affari europei - Premesso che: recentemente il programma di Raidue "Night Tabloid", con...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00428 presentata da GIANLUIGI PARAGONE
mercoledì 28 novembre 2018, seduta n.064

PARAGONE, LUCIDI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per gli affari europei - Premesso che:

recentemente il programma di Raidue "Night Tabloid", con un puntuale reportage firmato da Filippo Barone, ha portato all'attenzione del grande pubblico le modalità con le quali la Francia, unico Paese al mondo, riesca ancora a gestire la moneta delle sue ex colonie, nonostante sia trascorso oltre mezzo secolo dalla loro indipendenza. Una sorta di postcolonialismo incentrato su un controllo economico che impedisce alle economie locali di crescere e svilupparsi;

l'area delle ex colonie comprende 14 Stati dell'area subsahariana e del centro Africa, con una popolazione di oltre 160 milioni di abitanti: Camerun, Ciad, Gabon, Guinea equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo;

nei mesi scorsi tale situazione è stata denunciata, tra gli altri, anche da Mohamed Konare, originario della Costa d'Avorio, che ha fondato un movimento politico con l'intento di denunciare i metodi francesi volti a depredare le ex colonie africane;

la moneta con la quale Parigi attua il proprio dominio economico-monetario è il franco CFA (Comunità finanziaria africana). La moneta è battuta dal Tesoro francese e si basa su accordi che prevedono: la libera circolazione dei capitali dai Paesi CFA alla Francia e viceversa, un tasso di cambio fisso all'euro (e prima alla divisa francese), la piena convertibilità del franco CFA garantita dal Tesoro francese, il Fondo comune di riserva di moneta estera a cui partecipano tutti i Paesi CFA come contropartita per la garanzia della convertibilità da CFA a euro e, infine, la partecipazione delle autorità francesi alle politiche monetarie della BCEAO e BEAC;

il vincolo principale del franco CFA consiste nell'obbligo per i 14 Paesi di depositare il 50 per cento delle loro riserve monetarie presso il Tesoro francese. In sostanza, quando uno di questi Paesi esporta verso un Paese diverso dalla Francia ha l'obbligo di trasferire il 50 per cento di quanto incassato presso la Banca di Francia. Su tale sistema il controllo francese è capillare vista la presenza di rappresentanti francesi, con diritto di veto, nei consigli di amministrazione e in quelli di sorveglianza delle istituzioni finanziarie delle 14 ex colonie;

grazie a questo sistema, la Francia ha potuto disporre di un'enorme mole di risorse (alcune stime parlano di circa 500 miliardi di dollari all'anno) investite in titoli del debito pubblico francese, grazie ai quali ha potuto finanziare per decenni un'ingente spesa pubblica;

oltre a quanto esposto, conviene ricordare che tra i numerosi vincoli imposti dagli accordi sulla moneta esiste anche il "primo diritto" per la Francia di acquisire ogni tipologia di risorsa naturale scoperta nelle sue ex colonie (uranio, oro, petrolio, caffè, gas). Solo con un mancato interesse francese questi Paesi sono autorizzati a individuare un diverso compratore;

ovviamente, oltre al danno monetario, questo meccanismo è una delle principali cause delle migrazioni economiche dai 14 Paesi ex coloniali. La diffusa povertà di questi popoli, depauperati dal neocolonialismo francese, origina le ondate migratorie verso l'Europa con una Francia che, da un lato, ci guadagna ogni volta che questi migranti spediscono soldi in patria, e dall'altro si erge a moralizzatrice nei confronti di Paesi, come ad esempio l'Italia, che provano a regolare e gestire flussi migratori incontrollati,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intendano assumere nelle competenti sedi europee, affinché venga meno la forma di sfruttamento nei confronti delle ex colonie africane, anche attraverso una revisione dei protocolli aggiuntivi ai trattati UE, che consentono alla Francia di stampare il franco CFA sotto l'esclusivo controllo della Banca centrale francese.

(3-00428)