• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01741 (4-01741)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01741presentato daCABRAS Pinotesto diMercoledì 28 novembre 2018, seduta n. 92

   CABRAS. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   a partire dalla scorsa estate il territorio del Sulcis-Iglesiente ha registrato crescenti disservizi nel servizio di consegna della corrispondenza erogato da Poste Italiane s.p.a.. I ritardi arrivano anche fino a tre settimane e, da quanto si apprende da cittadini e amministratori locali, tali ritardi sono ormai diventati la norma;

   i comuni più colpiti riguardano comunità già costrette a lottare quotidianamente contro l'isolamento e la carenza di servizi: Fluminimaggiore, Carloforte, Domusnovas, Gonnesa, Musei e Villamassargia sono solo alcuni dei comuni che devono fare i conti con i disservizi postali;

   i pesanti disagi del territorio si sono tradotti in diverse proteste di piazza, nonché in azioni legali avverso Poste Italiane per i danni causati dal ritardo nella consegna della corrispondenza. Oltre alla corrispondenza tradizionale, infatti, i ritardi interessano bollette e quei prodotti editoriali in abbonamento i cui contratti con Poste Italiane vincolano questa a tempi di recapito imperativi ormai puntualmente disattesi di settimane, arrecando così grave pregiudizio economico all'editoria locale;

   secondo i lavoratori di Poste Italiane e i sindacati di settore l'introduzione del nuovo modello sconta un personale poco numeroso, costretto a rotazioni di turno e di servizio difficilmente sostenibili. Tale disservizio sarebbe il frutto di scelte aziendali orientate a logiche di profitto che mettono in secondo piano la natura del servizio pubblico erogato da Poste Italiane;

   l'inizio dei disservizi ha coinciso con l'introduzione del nuovo modello organizzativo denominato «Joint Delivery» e introdotto progressivamente in Sardegna a partire dal 20 giugno 2018, con l'obiettivo di estenderlo a tutta la regione entro l'anno;

   il modello «Joint Delivery» è stato previsto da «Deliver 2022», il piano quinquennale di Poste Italiane annunciato il 27 febbraio 2018 che mira ad aumentare ricavi e utili secondo criteri di profitto che, secondo molti, stanno compromettendo la qualità del servizio nelle zone più periferiche e, pertanto, meno profittevoli. I due macrointerventi sono: il potenziamento dei servizi finanziari e assicurativi e la riorganizzazione della divisione corrispondenza e pacchi;

   inoltre, gli interventi di Poste Italiane sono stati criticati anche in tema di personale. Tra gli «obiettivi operativi» del piano figurano infatti: a) una cospicua riduzione del personale, che passerà da 138.000 a 123.000 dipendenti, per un taglio totale di 15.000 unità in meno nell'arco del quinquennio, equivalente a una riduzione annuale media di 3.000 lavoratori; b) la riassegnazione di 4.500 dipendenti in servizio «a un ruolo commerciale di front-line»; c) l'assunzione di 10.000 «figure professionali qualificate», di cui la metà in ambito finanziario e assicurativo –:

   se il Ministro interrogato sia in possesso di ulteriori dati relativi alla riorganizzazione del servizio postale erogato da Poste Italiane s.p.a. in Sardegna e, in particolare, nel Sulcis-Iglesiente;

   quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere per porre fine ai disservizi postali che da mesi colpiscono le comunità del Sulcis-Iglesiente;

   quali ulteriori iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere per salvaguardare l'editoria locale del Sulcis-Iglesiente che ha nel servizio postale il suo principale canale di distribuzione;

   se il Ministro interrogato non intenda adottare le iniziative di competenza affinché il servizio postale erogato da Poste Italiane s.p.a., che rappresenta un importante servizio pubblico non sia subordinato alle logiche di profitto.
(4-01741)