• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01007 (5-01007)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01007presentato daGIACOMONI Sestinotesto diMartedì 27 novembre 2018, seduta n. 91

   GIACOMONI, BERGAMINI, BIGNAMI, BARATTO, MARTINO, BENIGNI, CATTANEO e ANGELUCCI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   secondo lo studio «Software & web companies» realizzato nel 2017 da Mediobanca, tra il 2012 e il 2016 grandi operatori della cosiddetta Internet economy avrebbero versato circa 46 miliardi di euro di tasse in meno grazie al ricorso alla tassazione in paradisi fiscali e ai vari sistemi di elusione fiscale. Un risparmio di 11,5 miliardi nel solo 2016. Secondo il citato report nel 2016 Microsoft, ad esempio, avrebbe risparmiato 3,6 miliardi di euro (4,5 per cento del fatturato), Alphabet 2,5 miliardi (2,9 per cento e Facebook 1,5 miliardi;

   dal dicembre 2012 gli agenti del gruppo «Tutela entrate» della Guardia di finanza di Milano hanno avviato su richiesta della Procura un'indagine per chiarire se Facebook abbia nascosto al fisco una «stabile organizzazione» omettendo così di versare in Italia le tasse sui redditi ottenuti dalla pubblicità, in favore di Paesi dove la tassazione è molto più favorevole;

   il periodo fiscale in cui la Guardia di finanza ha condotto l'indagine è compreso tra il 2010 e il 2016 e si è chiuso nel giugno 2018 con la contestazione di 296,7 milioni di euro di redditi prodotti da Facebook Italy srl non dichiarati e ben 54 milioni di euro di omesso versamento, da cui scaturiscono sanzioni per 100 milioni di euro;

   è notizia del 22 novembre 2018 che, cadendo l'accusa di «stabile organizzazione», alla società italiana del colosso dei social network è contestato il trasferimento di servizi e denaro a società estere dello stesso gruppo Facebook al fine di ottenere un vantaggio fiscale, a detrimento delle casse pubbliche del nostro Paese;

   a fronte di tale contestazione Facebook ha concluso un accordo con l'Agenzia delle entrate per il versamento di 100,4 milioni di euro quale «accertamento con adesione» a copertura di tutto il periodo 2010-2016 e comprensivo di tutte le varie voci di imposta e reddito. Purtuttavia, non sono chiari i criteri agli interroganti in base ai quali sia stata individuata la somma con cui sia stato raggiunto detto accordo e se la somma versata escluda qualsiasi altro onere a carico della società nei confronti del fisco italiano –:

   quali elementi si intendano fornire rispetto alle questioni evidenziate in premessa, chiarendo quali iniziative il Governo intenda assumere in futuro in casi analoghi sotto il profilo del regime fiscale da applicare, considerata quelle che gli interroganti giudicano la rilevante disparità di trattamenti tra quello – di estremo favore – riservato alle grandi società del web e quello, evidentemente non di favore, riservato ai contribuenti italiani.
(5-01007)