• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01008 (5-01008)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01008presentato daFREGOLENT Silviatesto diMartedì 27 novembre 2018, seduta n. 91

   FREGOLENT, FRAGOMELI, COLANINNO, DEL BARBA, LIBRANDI, MANCINI, TOPO e UNGARO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il sottosegretario per l'economia e le finanze Laura Castelli ha convintamente sostenuto negli studi di Porta a Porta, in risposta alle dichiarazioni dell'ex Ministro dell'economia e delle finanze Piercarlo Padoan, che non sussisterebbe, in nessun caso, una correlazione tra il rialzo dello spread Bund-BTp e il livello dei tassi sui mutui erogati dalle banche nazionali;

   il rialzo dello spread registrato da fine maggio 2018 non ha, effettivamente, un impatto sull'andamento dei tassi Euribor a cui sono indicizzati i mutui a tasso variabile, dunque non risulterebbe esserci stato alcun rincaro della rata per chi ha già stipulato un mutuo a tali condizioni;

   sembra, però, fondata l'ipotesi secondo cui un rialzo prolungato dello spread possa nei fatti avere nel medio periodo il potere di spingere le banche ad aumentare i costi dei «nuovi» mutui: la conseguente crescita dei tassi obbligazionari impatta negativamente sul costo di raccolta del denaro delle banche e sulla gestione della tesoreria, tanto da poter indurre la scelta, da parte di ogni istituto, di ampliare conseguentemente il margine lordo dell'operazione di finanziamento;

   in base ai dati pubblicati nell'ultimo rapporto mensile dell'Associazione bancaria italiana (Abi) i tassi sui nuovi finanziamenti sono aumentati: fra settembre e ottobre, il tasso medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni è salito dall'1,80 all'1,87 per cento, mentre il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese ha subito un incremento ancor più significativo, passando dall'1,45 all'1,6 per cento;

   i tassi medi dei prossimi mesi saranno in grado di evidenziare se siamo dinanzi ad uno scenario ancor più preoccupante, ma c'è da dire che è risultata altresì in frenata, pur rimanendo positiva, la crescita degli impieghi a famiglie e imprese, prefigurando il rischio, all'orizzonte, di una nuova fase di credit cruch, nel caso in cui lo spread resti alto;

   occorrerebbe chiarire se quanto sostenuto dal sottosegretario all'economia Castelli sia in linea con gli orientamenti del Governo o se invece non si ritenga che il rincaro sul costo del debito di famiglie e imprese sia anche legato al perdurante aumento del costo del debito pubblico nazionale –:

   quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, per far fronte alle condizioni economiche di sfavore con cui si confrontano i risparmiatori che stipulano un nuovo finanziamento, o che decidono di fare una surroga su un mutuo esistente, e per scongiurare una eventuale nuova fase di credit cruch.
(5-01008)