• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00114 (7-00114) «Formentini, Zoffili, Grimoldi, Comencini, Billi, Caffaratto, Coin, Di San Martino Lorenzato Di Ivrea, Ribolla».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00114presentato daFORMENTINI Paolotesto diLunedì 26 novembre 2018, seduta n. 90

   La III Commissione,

   premesso che:

    il 10-11 dicembre 2018 si terrà a Marrakech (Marocco) la conferenza intergovernativa per l'adozione del «Global Compact for safe, orderly and regular migration» (da qui in poi: «Global Compact»);

    il Global Compact non fa distinzione tra flussi migratori di massa o ridotti, tra rifugiati politici o di migranti economici e definisce pregiudizialmente la migrazione come in ogni caso «una fonte di prosperità, innovazione e sviluppo sostenibile» (Preamble, 8);

    sebbene il Global Compact si impegni nominalmente a tenere in considerazione gli interessi dei Paesi ospiti, non v'è traccia in esso degli effetti negativi che i flussi migratori di massa generano sul piano economico, sociale e della sicurezza;

    pur riconoscendo formalmente la sovranità nazionale, il Global Compact tende a spostare la gestione dei fenomeni migratori verso un livello globale e multilaterale, così potenzialmente sminuendo il controllo dello Stato sovrano che, vi si afferma, «non può occuparsi della migrazione autonomamente» (Preamble, 11 e 15);

    il Global Compact (objective 8.24) sembra mirato a sostenere l'attività di talune ong nel Mar Mediterraneo, attualmente oggetto d'inchieste giudiziarie in Italia e appare in contrasto coi tentativi dell'Italia e della Libia di gestire a livello statale i flussi migratori e la salvaguardia dei migranti in mare;

    il Global Compact (objective 15) impegna gli Stati aderenti a migliorare la fornitura di vari servizi ai migranti, anche se clandestini;

    il Global Compact (objective 17) si propone di intervenire nel dibattito sull'immigrazione, penalizzando e privando di fondi le testate giornalistiche e i siti Internet che «discriminano contro i migranti», formulazione vaga che potrebbe giustificare forme di censura verso le critiche legittime all'immigrazione di massa e alla società multiculturale;

    il Global Compact (objective 20) prevede la facilitazione delle rimesse degli emigrati e dei flussi finanziari transnazionali, dedicando troppa poca attenzione ai pericoli connessi al finanziamento del terrorismo e dell'estremismo e al riciclaggio di denaro;

    numerosi Paesi, tra cui Australia, Austria, Cechia, Israele, Polonia, Slovacchia, Svizzera, Ungheria, USA, hanno già annunciato che non aderiranno al Global Compact perché in disaccordo con almeno una parte dei suoi contenuti;

    il Global Compact è un accordo non vincolante, ma aderendovi l'Italia esprimerà la propria obbligazione politica e morale, seppure non giuridica, a porre in atto tutti i punti in esso previsto; inoltre, esso andrà ad arricchire la cornice giuridica della «soft law» nazionale e internazionale, risultando determinante nell'interpretazione dei trattati esistenti e nella stesura di quelli futuri,

impegna il Governo:

a non firmare il Global Compact.
(7-00114) «Formentini, Zoffili, Grimoldi, Comencini, Billi, Caffaratto, Coin, Di San Martino Lorenzato Di Ivrea, Ribolla».