• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00886 QUAGLIARIELLO - Ai Ministri per i beni e le attività culturali e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la società Ferrovie dello Stato...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00886 presentata da GAETANO QUAGLIARIELLO
martedì 20 novembre 2018, seduta n.060

QUAGLIARIELLO - Ai Ministri per i beni e le attività culturali e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

la società Ferrovie dello Stato sta investendo 35 milioni euro per la costruzione di un grande terminale ferroviario a Pomezia, in grado di ospitare fino a 40 supertreni merci;

questa opera infrastrutturale risulterebbe strategicamente rilevante, perché nascerebbe proprio al centro della maggiore area industriale del Lazio, dove hanno sede aziende multinazionali del calibro di Procter and Gamble, Abb, Angelini, Fiorucci;

proprio in funzione delle necessità logistiche di questo polo industriale, il Comune di Pomezia, nell'ambito del piano regolatore, aveva qualificato l'area del terminal come area industriale;

dal canto suo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con provvedimento approvato nel Consiglio dei ministri del 7 luglio 2015, aveva inserito il sito di Pomezia-Santa Palomba tra i 15 grandi interporti d'Italia;

considerato che:

il 18 maggio 2017 la Soprintendenza dell'Area metropolitana di Roma avrebbe bloccato il progetto, motivando il divieto con la presenza nella medesima zona di una torre medievale, Tor Maggiore;

secondo il progetto di Fs, la superficie dedicata all'interporto occuperebbe circa 150 ettari, mentre la Soprintendenza avrebbe posto il vincolo su oltre 2.200 ettari di terreno, che comprenderebbero l'intera area industriale già situata in loco;

preso atto che:

la Regione Lazio avrebbe condiviso e ribadito, in data 26 maggio 2017, il vincolo dell'autorità collegata al Ministero dei beni culturali, sostenendo che l'area Pomezia-Santa Palomba, già oggi intensamente industrializzata, sia territorio "agrario rilevante" e "paesaggio dell'insediamento storico diffuso";

il Ministero dei beni culturali, guidato dal ministro pro tempore Dario Franceschini, avrebbe ufficializzato il vincolo proposto dalla sovrintendente Alfonsina Russo con decreto (27 ottobre 2017), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 25 novembre 2017;

considerato infine che:

la torre medievale che ha motivato il vincolo del Ministero per i beni e le attività culturali risulterebbe essere di rilevanza archeologica paragonabile alle altre migliaia presenti sul territorio nazionale;

l'ampiezza del vincolo risulta essere, in ogni caso, sproporzionato rispetto alle eventuali necessità di salvaguardia della sito medievale;

l'ingente e strategico investimento di Ferrovie dello Stato rischia di risultare fallimentare e di non poter creare l'indotto che avrebbe permesso la nascita di un polo logistico di rango primario, con conseguenti benefici in termini economici e occupazionali;

da fonti stampa risulterebbe la parallela nascita, nella zona a nord della Capitale, di "interporti fai-da-te", chiamati anche "piastre logistiche", estranei a qualsivoglia programmazione strategica e idoneità normativa; alcuni esempi di "piastre" sarebbero quella di Civitavecchia, attiva principalmente a supporto del turismo da crociera, e quella di Passo Corese, al servizio della cittadella industriale di uno dei maggiori colossi americani del commercio online,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;

se intendano rivalutare il diniego precedentemente comunicato, dando seguito alla richiesta avanzata dal Comune di Pomezia di aprire un Tavolo con i Dicasteri competenti per verificare la possibilità di rivedere l'area di vincolo, stralciando almeno il perimetro che include gli insediamenti industriali esistenti;

quali iniziative di propria competenza intendano assumere per evitare che un investimento molto rilevante in termini tanto economici quanto strategici, come quello del polo logistico di Santa Palomba-Pomezia, non venga ostacolato da motivazioni archeologiche e paesaggistiche a parere dell'interrogante di dubbia attendibilità.

(4-00886)