• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00330 (3-00330)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00330presentato daDELMASTRO DELLE VEDOVE Andreatesto diVenerdì 16 novembre 2018, seduta n. 85

   DELMASTRO DELLE VEDOVE e TRANCASSINI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha chiesto una nuova procedura di valutazione dell'impatto ambientale (Via) sulla realizzazione del tratto autostradale della Pedemontina «Masserano-Ghemme»;

   la nuova procedura rischia, inoltre, di far decadere il finanziamento di 80 milioni di euro del decreto «sblocca Italia», che imponeva di presentare entro il 31 dicembre 2018 gli elaborati progettuali idonei per la sottoposizione all'approvazione del Cipe, oltre a mettere a rischio anche i 120 milioni di euro, finanziati attraverso i fondi Fsc. Anas, invece, ha sempre sostenuto che sarebbe necessaria solo la riconferma del parere di valutazione di impatto ambientale (Via) sulla Pedemontana già espresso nel 2011;

   a settembre 2017, i finanziamenti previsti per la tratta Masserano-Ghemme erano stati rimodulati sulle annualità 2018-2019, ponendo fine al ritardo accumulato da Anas nella progettazione della Pedemontana piemontese;

   già all'epoca si rischiava di compromettere il finanziamento di 80 milioni previsti dalla finanziaria 2014, subordinati alla presentazione del progetto entro la fine del 2017;

   un apposito decreto aveva prorogato la scadenza riprogrammando i fondi nelle annualità 2018 e 2019, rispettivamente 75,08 milioni e 4,54 milioni di euro;

   a maggio 2018 in provincia era stata fatta la presentazione del tracciato ufficiale; per realizzare i 13,7 chilometri sono disponibili 204 milioni di euro e, se il cronoprogramma sarà rispettato, il Biellese avrà il suo tratto di Pedemontana entro il 2024;

   contro questa decisione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si è schierata anche l'Unione industriale biellese. Con una nota del presidente Carlo Piacenza, gli industriali ribadiscono la strategicità dell'opera per le imprese e il territorio, un'infrastruttura che il Piemonte tutto attende da oltre 30 anni;

   chiedere una nuova procedura di valutazione di impatto ambientale vuol dire, di fatto, perdere il finanziamento destinato all'opera per ulteriori lungaggini burocratiche;

   l'opera è un volano dello sviluppo del territorio, perché permette ai prodotti delle aziende, eccellenze in Italia e nel mondo, di arrivare più velocemente sugli scaffali dei negozi per essere vendute ai consumatori;

   chiedere una nuova Valutazione d'impatto ambientale vuol dire, quindi, frenare la crescita economica del Biellese e togliere lavoro e ricchezza al territorio –:

   quali siano le necessità alla base della richiesta di una nuova valutazione d'impatto ambientale;

   se si intendano adottare iniziative per prorogare il finanziamento già stanziato attraverso una rimodulazione degli investimenti nelle annualità a seguire.
(3-00330)