• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00825 IWOBI, PUCCIARELLI, PILLON - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che: Asia Bibi, donna pakistana di...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00825 presentata da TONY CHIKE IWOBI
giovedì 8 novembre 2018, seduta n.056

IWOBI, PUCCIARELLI, PILLON - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

Asia Bibi, donna pakistana di religione cristiana e madre di quattro figli, è stata denunciata nel 2009 con l'accusa di aver insultato la religione islamica durante una discussione nel Punjab, nell'est del Paese;

la donna, secondo le accuse, avrebbe pronunciato un'espressione blasfema durante un battibecco con altre lavoratrici stagionali, che l'avevano umiliata per aver bevuto un bicchiere dal pozzo a lei proibito, in quanto "infedele cristiana" e quindi "impura";

per tali fatti, nel 2010 la donna è stata condannata a morte per blasfemia, ma nel 2015 la Corte suprema pakistana ha deciso di fermare l'esecuzione con l'obiettivo di approfondire la vicenda processuale;

nei giorni scorsi la Corte suprema del Pakistan ha infine assolto la donna, ordinandone l'immediata scarcerazione;

la decisione ha innescato numerose proteste e mobilitazioni di massa incoraggiate dal partito politico radicale Tehreek-e-Pakistan Labbaik (Telp), i cui sostenitori sono scesi in strada in diverse zone del Pakistan per protestare contro la decisione della Corte suprema, invocando la morte per il presidente della Corte suprema e per gli altri due giudici che hanno emesso la sentenza, oltre che per la medesima Asia Bibi;

considerato che:

per frenare le violenze di piazza, il Governo del Pakistan ha cercato di raggiungere un accordo con il partito fondamentalista Telp;

il Ministro degli affari religiosi ha annunciato che il Governo non si opporrà al ricorso avverso la sentenza di assoluzione e che sino a quando la Corte suprema non avrà esaminato il ricorso, Asia non potrà lasciare il Paese;

l'avvocato della donna ha lasciato il Pakistan per il timore di perdere la vita;

il marito di Asia ha chiesto asilo a diversi Paesi, tra cui il Regno Unito, il Canada e gli Stati Uniti, ed ora ha esplicitamente chiesto aiuto all'Italia, affinché il Governo aiuti la sua famiglia ad uscire dal Pakistan;

nelle ultimissime ore, gli organi di stampa hanno pubblicato una notizia secondo cui, a detta del suo avvocato, la donna sarebbe stata rilasciata e si troverebbe su un aereo, diretta verso un Paese europeo;

il portavoce del Ministro degli esteri pakistano ha tuttavia precisato che Asia "si trova in un luogo sicuro e che è ancora in Pakistan", smentendo quindi la notizia di una partenza della donna per l'estero,

si chiede di sapere quali azioni il Governo italiano abbia intrapreso o abbia intenzione di intraprendere al fine di tutelare la vita di Asia Bibi e dei suoi familiari e per consentire loro di abbandonare il Pakistan.

(4-00825)