• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00342 FERRAZZI, ALFIERI, D'ARIENZO, ROJC, BOLDRINI, SBROLLINI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che: la "superstrada a pedaggio...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00342 presentata da ANDREA FERRAZZI
martedì 6 novembre 2018, seduta n.054

FERRAZZI, ALFIERI, D'ARIENZO, ROJC, BOLDRINI, SBROLLINI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la "superstrada a pedaggio Pedemontana veneta" è inserita nel corridoio europeo mediterraneo;

l'arteria, partendo dall'autostrada Torino-Trieste (A4), presso il casello di Montecchio Maggiore, dopo aver intersecato la Valdastico (A31), termina in corrispondenza della Mestre-Belluno (A27), a Spresiano (Treviso);

l'opera crea un anello che racchiude l'intera area centrale veneta e congiunge l'area vicentina a quella trevigiana, interessando in particolare l'ambito territoriale della valle dell'Agno (tra Montecchio Maggiore e Castelgomberto) e della zona pedemontana veneta (tra Malo e Bassano del Grappa in provincia di Vicenza e tra S. Zenone degli Ezzelini, Montebelluna e Spresiano in provincia di Treviso);

l'opera interessa quindi il territorio di 37 comuni veneti, di cui 22 nella provincia di Vicenza e 15 nella provincia di Treviso;

si prevede uno sviluppo complessivo di circa 95 chilometri suddiviso in due tratti: il primo tra la A4 (Montecchio Maggiore) e la A31 (Villaverla) di 31 chilometri (compreso il tratto di variante alla strada provinciale 246 in fase di realizzazione da parte dell'ANAS); il secondo tra la A31 (Villaverla) e la A27 (Spresiano) di 64 chilometri;

l'intervento è previsto tramite l'istituto della finanza di progetto ed è stato aggiudicato tramite gara di concessione ai sensi del decreto legislativo n. 163 del 2006 e successive modificazioni e integrazioni, con delibera della Giunta regionale del Veneto n. 1934 del 30 giugno 2009;

tale istituto è uno strumento di partenariato pubblico-privato nella realizzazione delle opere pubbliche o di pubblica utilità. I soggetti privati che decidono di partecipare al progetto sono coinvolti anche nella gestione e soprattutto nel farsi carico del costo parziale o totale dell'opera, in vista di entrate economiche future;

considerato che:

le future entrate economiche che dovranno concorrere a ripagare i costi sostenuti dal privato nei 39 anni successivi alla realizzazione dell'opera saranno ricavati dal pagamento dei pedaggi;

i flussi dai quali sarà interessata la Pedemontana veneta sono stati rivisti al ribasso rispetto a quanto stimato ai tempi dell'approvazione del progetto;

si è generata pertanto un'impasse dovuta alla riduzione dei ricavi programmati per il futuro che avrebbero dovuto ripagare l'investimento privato;

per superare la problematica, la Regione Veneto si è assunta il rischio d'impresa, quindi ponendo di fatto una garanzia impropria nei confronti dei privati, i quali in tal modo scaricano sulla collettività il rischio d'impresa che invece, anche nello spirito del project financing, dovrebbe essere a loro carico;

considerato inoltre che:

la sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha inviato in data 5 ottobre 2018 alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed ai Ministri competenti una relazione sulla ridefinizione del rapporto concessorio e sullo stato di realizzazione della superstrada Pedemontana veneta, in cui sono state rilevate, tra le altre, numerose criticità quali: l'estrema lentezza nella progressione dell'opera; carenze progettuali; clausole contrattuali particolarmente favorevoli per il concessionario; rilevanti problematiche di ordine ambientale; l'assenza di coordinamento fra le amministrazioni interessate; l'aumento del costo complessivo dell'intervento a totale carico della finanza pubblica;

pertanto, anche se la realizzazione dell'opera è di competenza esclusiva della Regione Veneto, in realtà, come emerso dai rilievi della Corte dei conti, le problematiche di diversa natura investono della responsabilità anche il Governo centrale ed i Ministeri competenti;

tutto ciò ha determinato una situazione d'incertezza contraria ad un'efficiente programmazione e in contrasto con il canone di buon andamento dell'agire amministrativo;

la travagliata vicenda che ha permesso il closing finanziario è stata resa possibile solo con il decisivo intervento di organismi pubblici, attraverso un nuovo assetto della concessione e un nuovo piano economico-finanziario;

come affermato nella relazione, risulta evidente la traslazione del rischio di mercato sul concedente soprattutto quando è stata la Regione stessa a riconoscere che "il privato non avrebbe mai acconsentito ad una modifica della concessione che avesse l'effetto di trasferire su di lui il rischio traffico";

inoltre, dalle modifiche del rapporto concessorio non risultano risolte, in particolare, le criticità riguardanti: il rispetto delle regole europee sulla concorrenza, che incidono su elementi sostanziali della convenzione; la questione dei costi dell'opera che passano dai 3 miliardi di euro attualmente previsti ai 12 miliardi di esborso da parte della Regione Veneto; la realizzabilità di molte strutture viarie connesse all'opera principale, che resta ancora condizionata alla possibilità di ulteriori finanziamenti; la mancata relazione sull'evoluzione della collaborazione con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per quanto riguarda la verifica di ottemperanza allo studio di impatto ambientale effettuata dalla commissione nazionale di valutazione di impatto ambientale, e con il Ministero per i beni e le attività culturali,

si chiede di sapere:

quali atti abbiano adottato, o intendano adottare, i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, per evitare che la decisione assunta dalla Regione Veneto di assumersi il rischio d'impresa non si configuri poi nella fattispecie in cui i cittadini si ritrovino a dover pagare due volte per l'opera, la prima con il pagamento dei pedaggi, e la seconda con il debito contratto dalla Regione per la sua realizzazione;

quali provvedimenti abbiano adottato, o intendano adottare, per far sì che i sostanziali rilievi posti dalla Corte dei conti trovino adeguata risposta.

(3-00342)