• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00881 (5-00881)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00881presentato daMAZZETTI Ericatesto diLunedì 5 novembre 2018, seduta n. 76

   MAZZETTI, SILLI e CORTELAZZO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   a Prato, il viale Leonardo Da Vinci, comunemente denominato «declassata», è la viabilità principale in direzione est-ovest e divide in due l'intera città. All'altezza del Soccorso, è presente un restringimento della sede stradale, che provoca rallentamenti della circolazione ed evidenti disagi;

   nel 2014 l'amministrazione comunale decise di eseguire, in quel punto, il raddoppio delle carreggiate realizzando un sottopasso di circa 700 metri;

   nel 2016 il comune ha siglato un accordo con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la regione e l'Anas. Nell'accordo vi è la richiesta di statalizzazione del citato viale, affidando ad Anas la progettazione del sottopasso;

   tra le tante criticità legate alla realizzazione dell'opera, e segnalate da Arpat e Autorità di bacino, si segnalano: a) l'allarme relativo alla falda, in quanto non c'è garanzia che le operazioni di costruzione vengano svolte sopra il livello della falda, con rischi idraulici e di contaminazione degli inquinanti contenuti in essa. A questo contribuisce il livello medio alto di permeabilità degli inquinanti. L'Arpat sottolinea che non sono stati considerati i pozzi ad uso acquedottistico presenti nella zona e che non sono escluse contaminazioni; b) l'effetto barriera o diga; c) gli accertamenti sul rumore a tunnel aperto non sono stati fatti considerando tutti i ricettori, e la stima dei livelli sonori ha considerato solo la fascia di pertinenza dell'infrastruttura di 100 metri di ampiezza. L'Arpat ne indica almeno 150. Inoltre, va considerata la presenza di insediamenti produttivi e industriali; d) la gestione materiali di scavo e di demolizione. Sotto questo aspetto l'Arpat ha segnalato che la discarica di Prugnana non è attiva e non è prevista la sua attivazione; per quella di Serravalle Pistoiese va verificata la disponibilità a raccogliere tali materiali. Peraltro, circa le terre da smaltire, la relazione tecnica parla di 270 mila metri cubi, mentre nello studio preliminare si parla di 160 mila;

   in conseguenza di ciò il comune ha deciso che il progetto di interramento venga sottoposto a valutazione di impatto ambientale. Una valutazione di impatto ambientale nazionale in quanto tra poche settimane sarà formalizzato il passaggio di competenza del viale dal comune ad Anas, che realizzerà l'intervento di interramento –:

   se non ritenga di prevedere tempi certi per l'esame della valutazione di impatto ambientale, anche in considerazione delle criticità idriche, valutando, di concerto con gli enti territoriali, il ripristino del progetto preliminare a suo tempo approvato, di viadotto in elevazione.
(5-00881)