• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00092 (7-00092) «Sandra Savino».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00092presentato daSAVINO Sandratesto diMercoledì 31 ottobre 2018, seduta n. 75

   La XIII Commissione,

   premesso che:

    l'Italia per le sue caratteristiche climatiche, bio-geografiche, geo-morfologiche registra sul proprio territorio una grande ricchezza di forme endemiche che, in alcune zone del Paese, presenta punti ad alta densità di biodiversità che assurgono a importanza planetaria;

    si assiste da anni, con un costante aumento di intensità del fenomeno, al proliferare di numerose fitopatie anche aggressive dovute principalmente all'introduzione di specie aliene – cosiddette «specie esotiche invasive» – che risultano essere tra le principali cause di estinzione di specie endogene e la cui introduzione determina danni ingenti sia dal punto di vista della difesa dei territori e della biodiversità che da quello economico e provoca importanti ricadute su alcuni prodotti simbolo del made in Italy;

    sono numerose le nuove specie che minacciano la biodiversità presente sul territorio nazionale e che provocano danni all'agricoltura nazionale per cifre molto ingenti e tra queste si colloca la halyomorpha halys – la cimice asiatica – proveniente da Cina, Giappone, Taiwan e Corea, che sta determinando ormai da anni una vera e propria situazione di emergenza;

    la prima segnalazione di presenza della cimice marmorata asiatica si è avuta in Emilia-Romagna nel 2012, ma negli anni scorsi la sua presenza si è velocemente diffusa in tutto il Nord Italia, dove si ripropone ogni anno la situazione emergenziale derivante dall'invasione di questo insetto particolarmente infestante che, pur non essendo nocivo per l'uomo, risulta invece estremamente pericoloso per l'agricoltura;

    la cimice asiatica non ha trovato fattori naturali di contrasto, non risultano specie antagoniste e non si conoscono strumenti di contenimento validi, in quanto anche interventi con prodotti insetticidi non riescono ad ottenere risultati per la grande mobilità di questo insetto che si sposta facilmente da una coltura a un'altra;

    la conseguenza è quella di milioni di euro di danni per gli agricoltori e pesanti ripercussioni sugli habitat e sul paesaggio agrario di vaste aree, in quanto la cimice asiatica è un insetto polifago, attacca qualsiasi tipo di raccolto tra luglio e settembre e si moltiplica velocemente deponendo le uova anche due volte l'anno; inoltre, l'esemplare adulto è in grado di volare per lunghe distanze alla ricerca del cibo e presenta una elevatissima capacità di adattamento all'ambiente, con conseguente aumento della tendenza a diffondersi anche in altri territori;

    la cimice asiatica, che rappresenta soltanto l'ultimo in ordine temporale dei parassiti inediti arrivati in Italia, ha manifestato una elevata capacità di diffusione nel Mediterraneo e nell'areale europeo, ma non è stato incluso tra gli organismi nocivi da quarantena per l'Unione;

    nell'ottobre 2016, nell'ottica di individuare misure di contrasto alla diffusione dell'insetto, sono state sviluppate linee guida operative approvate dal Comitato nazionale per l'applicazione di buone prassi per la movimentazione intracomunitaria e internazionale delle merci di natura non vegetale;

    per l'individuazione di sostanze in grado di contenere il fenomeno è stata avviata una stretta collaborazione operativa tra Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo i servizi fitosanitari regionali e il Ministero della salute in seguito alla quale è stata avviata una sperimentazione che ha portato, in prima battuta, alla concessione da parte del Ministero della salute di autorizzazioni provvisorie all'uso di prodotti fitosanitari, in deroga all'articolo 53 del regolamento comunitario (CE) n. 1107/2009, recante disposizioni in merito a «Situazioni di emergenza fitosanitaria» e, nei mesi di giugno e luglio 2017, sono state rilasciate autorizzazioni definitive di prodotti a base delle sostanze attive «acetamiprid» e «clorpirifos» per combattere la cimice asiatica in alcune colture agricole (melo, pero, pesco);

    il Crea – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria – è stato inoltre autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo a condurre una sperimentazione in condizione di quarantena per verificare l'efficacia di un insetto indicato quale antagonista naturale della cimice, il Trissolcus Japonicus, detto anche la «Samurai Wasp», proveniente dalla Cina;

    della vespa samurai si sa che, come la cimice asiatica, non è nociva per l'uomo, ma, essendo comunque una specie alloctona, non si conoscono le possibili conseguenze derivanti da una sua introduzione nell'ecosistema italiano ed europeo;

    intanto, il caldo anomalo di questi giorni sta favorendo ulteriormente lo sviluppo e il diffondersi di questo insetto: nell'alto Piemonte si segnalano danni fino al 30 per cento nella produzione della soia derivanti dalla presenza della cimice;

    la presenza di questo parassita è stato segnalato nei giorni scorsi nel centro di Palermo dimostrando ancora una volta la grande mobilità di questa specie;

    questi insetti costituiscono un grave pericolo per le colture specifiche italiane, sia del comparto della frutticoltura che per l'orticoltura, e per la tenuta del tessuto agricolo locale,

impegna il Governo:

   ad assumere tutte le iniziative di competenza necessarie a prevedere e sostenere a livello europeo, nazionale e regionale l'adozione di misure straordinarie per supportare le imprese agricole che hanno subito danni a causa dell'invasione della cimice asiatica e a potenziare gli strumenti di risarcimento;

   ad intervenire a livello europeo al fine di prevedere l'inserimento degli interventi a sostegno degli agricoltori colpiti dal fenomeno della cimice asiatica, nell'ambito degli interventi a valere sul fondo nazionale di solidarietà di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004;

   ad adottare iniziative volte al potenziamento della ricerca e alla diffusione di tecniche di difesa adeguate, dal maggior controllo internazionale sugli scambi, al miglioramento della capacità di intervento nelle fasi di emergenza;

   ad assumere le iniziative di competenza per istituire un fondo ad hoc finalizzato a far fronte alle situazioni di emergenza determinate dalla presenza di specie esotiche invasive, la cui presenza determina gravi danni alle colture e alla economia del settore agricolo.
(7-00092) «Sandra Savino».