• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00853 (5-00853)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00853presentato daMURONI Rossellatesto diMartedì 30 ottobre 2018, seduta n. 74

   MURONI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   i siti d'interesse nazionale (Sin), ai fini della bonifica, sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali;

   i siti d'interesse nazionale sono stati individuati con norme di varia natura e di regola perimetrati mediante decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con le regioni interessate. La procedura di bonifica dei Sin è attribuita alla competenza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che può avvalersi anche di Ispra delle Arpa/Appa, dell'Istituto superiore di sanità ed altri soggetti qualificati pubblici o privati;

   l'articolo 36-bis della legge 7 agosto 2012, n. 134, ha apportato delle modifiche ai criteri di individuazione dei Sin. Sulla base di tali criteri è stata effettuata una ricognizione dei 57 siti classificati di interesse nazionale e, con il decreto ministeriale 11 gennaio 2013, il numero dei Sin è stato ridotto a 39, mentre la competenza amministrativa sui 18 siti che non soddisfano i nuovi criteri è passata alle rispettive regioni;

   i suddetti 19 siti d'interesse nazionale (Sin) coprono una superficie di circa 42.298 ettari, pari a circa il 3 per cento del territorio italiano;

   ad oggi solo il 15,4 per cento di questi ettari è stato bonificato. In pratica, si procede a bonificare non più dell'1 per cento di terreno all'anno;

   «la lunghezza e complessità procedurale – denuncia Legambiente –, non giustifica 20 anni di ritardi. La politica per quattro lustri non ha voluto affrontare come primaria la questione del risanamento ambientale di questi territori, che poi comporta la destinazione di risorse nel corso degli anni e una dotazione di competenze adeguate a trattare una materia così complessa»;

   come riportato in un articolo pubblicato dal quotidiano Avvenire dal titolo «Vent'anni di eco-“peccati”» pubblicato il 23 ottobre 2018, «vi è un misto di colpe pubblico-privato. Alle responsabilità politiche fanno da contraltare quelle di chi ha approfittato della situazione di stasi pagando poco o niente per l'inquinamento prodotto. La direttiva europea che stabilisce che “chi inquina paga” ha prodotto dei risultati, ma il problema specie in questi casi è andare a individuare chi ha inquinato»;

   nel capitolo dedicato alla «strategia di riforma del Governo» contenuto nella nota di aggiornamento al documento di economia e finanza 2018 non risultano presenti misure o interventi, puntuali e diffusi, sul tema delle «bonifiche dei siti inquinati», lacuna a giudizio dell'interrogante francamente inaccettabile, sia per le ragioni legate alla tutela dell'ambiente e della salute umana, sia per quelle legate al mancato recupero economico produttivo dei siti inquinati in un'ottica di sistema che consente la riduzione del consumo di suolo e il rilancio sociale e occupazionale delle aree interessate;

   alla mancata bonifica dei siti di interesse nazionale sono connesse gravi e impellenti problematiche sanitarie, come riportato anche dall'ultimo rapporto Sentieri (ed. 2018) sullo stato di salute delle popolazioni che vivono nei Sin e nei siti di interesse regionale, redatto dall'istituto superiore di sanità e presentato a giugno 2018 presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare –:

   quali iniziative urgenti intenda adottare per realizzare la completa bonifica dei 19 siti di interesse nazionale, specificando se esista una strategia, e quale sia, da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nel campo delle bonifiche dei siti d'interesse nazionale.
(5-00853)