• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00322 LAUS, MARGIOTTA, FARAONE, BELLANOVA, FERRAZZI, SUDANO, D'ALFONSO, CUCCA, VATTUONE, MARINO, FEDELI, PITTELLA, ASTORRE, SBROLLINI, MAGORNO, STEFANO, VALENTE, MALPEZZI, ROJC - Al Ministro dello...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00322 presentata da MAURO ANTONIO DONATO LAUS
mercoledì 24 ottobre 2018, seduta n.051

LAUS, MARGIOTTA, FARAONE, BELLANOVA, FERRAZZI, SUDANO, D'ALFONSO, CUCCA, VATTUONE, MARINO, FEDELI, PITTELLA, ASTORRE, SBROLLINI, MAGORNO, STEFANO, VALENTE, MALPEZZI, ROJC - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che, nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2018 (Doc. LVII, n. 1-bis), nella parte relativa al lavoro e al welfare , si afferma che "l'introduzione del reddito di cittadinanza ha un duplice scopo: i) sostenere il reddito di chi si trova al di sotto della soglia di povertà relativa (pari a 780 euro mensili); ii) fornire un incentivo a rientrare nel mercato del lavoro, attraverso la previsione di un percorso formativo vincolante, e dell'obbligo di accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro eque e non lontane dal luogo di residenza del lavoratore";

premesso, inoltre, che:

sulla base di quanto disposto dal contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti di istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari, il calcolo del netto in busta paga è pari, per i dipendenti full time di livello D, a 765,40 euro al netto del cosiddetto bonus 80 euro, per i dipendenti full time di livello E, a 727,92, euro al netto del cosiddetto bonus 80 euro e, per i dipendenti full time di livello F, a 671,69 euro al netto del bonus ;

in attesa di sapere in che modo sarà scritta la norma sul reddito di cittadinanza, annunciata ormai da molti mesi, non si può non vedere la contraddizione intrinseca nella sua finalità in relazione alla realtà dei fatti;

non ci si può non chiedere, consapevoli della banalità della domanda, perché mai una persona dovrebbe lavorare per un netto in busta paga inferiore a 780 euro quando, in presenza di requisiti ancora non chiari, potrebbe avere 780 euro senza lavorare e come si potrà contemperare la portata di questa misura con le situazioni di lavoro sottopagato;

l'annuncio ripetuto di un reddito pari a 780 euro mensili rischia infatti di alimentare "trappole della povertà", non prevedendo nessuna garanzia o sostegno per le situazioni di lavoro sottopagato e part time involontario, che a oggi non garantiscano un reddito di tale ammontare;

si tratta di una misura che darà, inoltre, luogo a grande incertezza fino a che non sarà chiara (se mai lo sarà) la sua interazione con le misure già esistenti;

i numeri riportati, nella loro evidenza, rendono chiara la fallacia delle "buone intenzioni" perseguite,

si chiede di sapere in che modo la misura sul reddito di cittadinanza potrà realizzare le finalità che si propone, non prevedendo alcuna garanzia o alcun sostegno per le situazioni di lavoro sottopagato e part time involontario e apparendo a parere degli interroganti, proprio per questo motivi, profondamente "ingiusta".

(3-00322)