• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01462 (4-01462)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01462presentato daRUFFINO Danielatesto diMercoledì 24 ottobre 2018, seduta n. 70

   RUFFINO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   Hag è l'acronimo di Handels Aktien Gesellschaft, azienda di Brema, in Germania, dove il chimico Ludwig Roselius, mette in atto il primo procedimento industriale di estrazione della caffeina dal caffè che entra a regime nel 1907. Dal giugno 2015 il marchio Hag è di proprietà della Jacobs Douwe Egberts (Jde). L'esclusiva del caffè decaffeinato detenuta da Hag risaliva al 1905;

   come riportato dal Sole 24 Ore del 26 settembre 2018, il Gruppo Jde ha annunciato la chiusura del sito produttivo di Andezeno (Torino) per trasferita produzione nelle altre fabbriche europee;

   Jde è per il 55 per cento della Acorn Holdings, a sua volta parte della Jab Holding Company che registra profitti e utili ben al di là delle ipotesi di crisi denunciate dalla Jde;

   il caso Hag-Splendid, ad avviso dell'interrogante, non rappresenta solo un caso di delocalizzazione ma soprattutto un caso di «cannibalizzazione» delle imprese nazionali;

   la società, presente sul mercato italiano con i marchi storici di Splendid e Hag, ha aperto la procedura di licenziamento collettivo e la cessazione di tutte le attività dal 1° gennaio 2019, coinvolgendo tutti i 57 dipendenti;

   le organizzazioni sindacali, che hanno proclamato due giornate di sciopero per fine settembre, hanno definito la improvvisa decisione della Jde «scellerata perché in quello stabilimento si producono due prodotti storici per il mercato italiano, il caffè Splendid e l'Hag, si licenziano tutti i dipendenti e si spostano le produzioni negli altri stabilimenti europei. Si aprirà un grosso problema per i 57 dipendenti e per un territorio che già ha gravi problemi occupazionali»;

   anche l'arcivescovo di Torino, monsignor Nosiglia, ha espresso il suo sostegno e la sua vicinanza ai lavoratori dello stabilimento di Andezeno impegnandosi a scrivere alla proprietà proprio per dimostrare «che c'è la solidarietà da parte di tutta la comunità cristiana e civile del territorio»;

   le organizzazioni sindacali hanno subito richiesto l'immediato ritiro della procedura di licenziamento collettivo, chiedendo di riaprire un tavolo sindacale per trovare soluzioni e risposte che prevedano il mantenimento dell'occupazione nell'unico stabilimento Splendid e Hag in Italia;

   secondo Jde la scelta di chiudere lo stabilimento torinese dipende dal calo progressivo e continuo della domanda di caffè tostato e macinato in tutta Europa. Secondo la stessa proprietà vi sarebbe stata già «un'attenta valutazione di tutte le alternative»; la stessa si è dichiarata pronta a lavorare con le istituzioni e le sigle sindacali per trovare soluzioni valide. Ciononostante al tavolo istituzionale in presenza dei sindacati convocato in data 2 ottobre 2018 dalla regione Piemonte l'azienda non si è presentata; anzi, anzi ha confermato ufficialmente l'intenzione di chiudere lo stabilimento italiano attivando la procedura di licenziamento collettivo e cessazione di tutte le attività a partire dal 1° gennaio 2019;

   d'altro canto gli stessi sindacati denunciano che l'azienda non ha voluto accettare di discutere alcuna delle proposte presentate per salvare i lavoratori e le famiglie coinvolte;

   il 22 ottobre 2018 le rappresentanze dei lavoratori hanno indetto una manifestazione a Roma presso il Ministero competente per richiedere un intervento del Governo –:

   se il Governo abbia quantomeno contattato la proprietà al fine di verificare la disponibilità a individuare soluzioni alternative alla chiusura e al licenziamento;

   quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere per salvaguardare i livelli occupazionali dello stabilimento e tutelare il futuro delle 57 famiglie direttamente coinvolte, oltre che l'intera comunità di Andezeno.
(4-01462)