• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00300 GAUDIANO, ENDRIZZI, DI NICOLA, MOLLAME, ANGRISANI, ORTOLANI, CROATTI, GUIDOLIN, TRENTACOSTE, NOCERINO, AUDDINO, DI PIAZZA, PESCO, FENU, PUGLIA, RICCIARDI, DI MICCO, CASTALDI - Al Ministro...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00300 presentata da FELICIA GAUDIANO
martedì 23 ottobre 2018, seduta n.050

GAUDIANO, ENDRIZZI, DI NICOLA, MOLLAME, ANGRISANI, ORTOLANI, CROATTI, GUIDOLIN, TRENTACOSTE, NOCERINO, AUDDINO, DI PIAZZA, PESCO, FENU, PUGLIA, RICCIARDI, DI MICCO, CASTALDI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

si apprende da notizie di stampa (un articolo pubblicato da "La Stampa" il 10 marzo 2018) che l'Italia è la seconda nazione europea con il maggior numero di telefonate moleste. Con circa il 9 per cento di telefonate spam ricevute da ogni utente, il nostro Paese è secondo solo al Regno Unito in Europa;

a stilare la classifica globale, dominata da India e Stati Uniti e che vede l'Italia alla 13a posizione, è la Truecaller, un'applicazione per gestire le chiamate in entrata;

la ricerca è basata sui dati estrapolati da coloro che utilizzano il software. Pubblicata nel 2017, la classifica riporta anche alcune informazioni sul mittente delle telefonate;

in particolare, in Italia il 24 per cento delle telefonate sono effettuate da operatori telefonici, il 53 per cento deriva da agenzie di telemarketing, il 23 per cento da chiamate provenienti da servizi finanziari, proposte commerciali, assicurazioni e truffe di vario genere;

considerato che:

il 4 febbraio 2018 è entrata in vigore la legge 11 gennaio 2018, n. 5, che riforma la disciplina sul telemarketing;

essa ha previsto un prefisso per identificare le chiamate di carattere commerciali e pubblicitarie con l'istituzione, anche per i cellulari, di uno speciale registro delle opposizioni;

si tratta di un elenco che identifica quei numeri di telefono che non devono essere chiamati dai call center. Per usufruire di questo servizio è necessario iscriversi al sito web ufficiale e seguire le procedure indicate;

la legge ha sancito all'art. 1, comma 5, che le autorizzazioni all'uso del numero telefonico per usi pubblicitari e commerciali debbano considerarsi revocate dal momento dell'iscrizione al registro. Lo stesso comma prevede: "Sono fatti salvi i consensi prestati nell'ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca";

in data 25 maggio 2018 è entrato in vigore il regolamento (UE) 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati;

il decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, ha adeguato la normativa nazionale alle disposizioni del nuovo regolamento europeo;

considerato infine che, a parere degli interroganti:

sic stantibus rebus, il problema delle telefonate indesiderate e moleste non è stato risolto e nemmeno attenuato;

l'inserimento di un numero indesiderato nella cosiddetta black list non risulta efficace né tantomeno risolutivo;

le continue telefonate, il più delle volte insistenti, per proporre agli utenti di telefonia fissa o mobile le offerte commerciali più disparate, possono tramutarsi in un vero e proprio tormento, soprattutto se si considera che non ci sono né orari né limiti;

sarebbe inoltre da rivedere la possibilità di utilizzare i numeri di telefonia fissa o mobili entro i 30 giorni intercorrenti dal prestato consenso all'utilizzo dei propri dati alla iscrizione nel registro delle opposizioni: l'iscrizione dovrebbe avere efficacia ex tunc e produrre immediatamente i propri effetti inibitori nei confronti di chi voglia fare dei numeri telefonici (sia fissi che mobili) un uso improprio e teso a una evidente violazione della privacy,

si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda adottare relativamente alla questione, anche al fine di eliminare la discrasia che emerge dal diritto alla riservatezza e alla privacy rispetto al vero e proprio business derivante dall'illecita vendita di dati sensibili.

(3-00300)