• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00718 LANNUTTI, PESCO, DI NICOLA, MORRA, LOMUTI, Marco PELLEGRINI, LEONE, FENU, SILERI, FEDE, DONNO, AIROLA, RICCARDI, LANZI, ANGRISANI, DRAGO, L'ABBATE, BOTTICI - Al Ministro dello sviluppo...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00718 presentata da ELIO LANNUTTI
giovedì 18 ottobre 2018, seduta n.049

LANNUTTI, PESCO, DI NICOLA, MORRA, LOMUTI, Marco PELLEGRINI, LEONE, FENU, SILERI, FEDE, DONNO, AIROLA, RICCARDI, LANZI, ANGRISANI, DRAGO, L'ABBATE, BOTTICI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

dal 13 settembre al 2 ottobre 2018 si è svolta l'asta per assegnare l'uso delle frequenze 5G, tecnologia ritenuta fondamentale per lo sviluppo futuro del Paese, che genererà, nei prossimi quattro anni, introiti per le casse pubbliche per un totale di 6 miliardi e 550 milioni di euro, cifra che si colloca ben al di là dei 2,5 miliardi di Euro previsti dalla legge di Bilancio per il 2018 (di cui alla legge n. 205 del 2017);

difatti i lotti per la banda 700 Mhz hanno raggiunto la quota di 2.039.909.188 Euro, quelli per la banda 3.6-3.8 Ghz una quota pari a 4.346.820.000 euro e i lotti per la banda 26 GHz la quota di 163.693.070 euro. Un introito complessivo per le finanze dello Stato che ha superato del 164 per cento il valore delle offerte iniziali e del 130,5 per cento la base d'asta;

accanto a questi tre lotti di banda oggetto dell'asta (700 Mhz, 3.6-3.8 Ghz e 26 GHz) ve n'è uno ulteriore, di altrettanto particolare pregio, che ricomprende le frequenze in banda 3.4-3.6 GHz;

le frequenze a 3.4-3.6 GHz rappresentano una porzione di banda contigua e "gemella" rispetto alla porzione superiore a 3.6-3.8 GHz, ed entrambe fanno parte della banda cosiddetta "pioniera" identificata in ambito comunitario per lo sviluppo prioritario del 5G. Tali frequenze, in virtù dell'evoluzione della tecnologia e dei servizi 5G, hanno acquisito di recente un'importanza strategica per il Paese e non sono state messe a gara poiché assegnate ad operatori di telecomunicazioni fino al 2023;

risulta agli interrogante che il Ministero dello sviluppo economico abbia recentemente prorogato di 6 anni, sino al 31 dicembre 2029, la durata dei diritti d'uso delle frequenze in banda 3.4-3.6 GHz, a favore delle Società Aria SpA, GO internet SpA., Linkem SpA e Mandarin SpA., sulla base di un parere favorevole espresso dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l'11 aprile 2018, che ha valutato sussistere le condizioni di cui all'art. 25, comma 6 del decreto legislativo n. 259 del 2003;

risulta ancora, da fonti di stampa, che Fastweb SpA abbia acquistato per la cifra di 150 milioni di euro, 40Mhz di frequenze detenute da Aria SpA nella banda 3.4-3.6 Ghz, ad un prezzo quindi significativamente inferiore a quello che avrebbe pagato alle casse dello Stato se dette frequenze fossero state poste all'asta;

considerato che:

la proroga dei diritti d'uso della banda 3.4-3.6 GHz ha sottratto all'Erario un introito valutabile attorno ai 4 miliardi di euro, importo analogo a quello raggiunto dall'asta per l'assegnazione delle frequenze in banda 3.6-3.8 Ghz;

la proroga ha comportato inoltre la sottrazione al mercato di risorse scarse essenziali per lo sviluppo ottimale del 5G in Italia, favorendo un utilizzo complessivamente meno efficiente delle stesse;

la proroga dei diritti d'uso delle frequenze in banda 3.4-3.6 GHz appare discriminatoria nei confronti dei rimanenti attori del mercato, che potrebbero incontrare difficoltà nell'ottenere l'accesso completo allo spettro 5G in banda larga fino al 2029 e, in ultima istanza, nel fornire un servizio 5G pienamente funzionante ed efficace;

la proroga dei diritti d'uso in capo agli attuali assegnatari appare totalmente ingiustificata e contraria ad ogni logica economica, con specifico riguardo alla tutela dell'interesse pubblico, in quanto le frequenze rappresentano un bene dello Stato che le concede in uso agli operatori secondo le prescrizioni indicate dal Codice delle comunicazioni elettroniche (decreto legislativo n. 259 del 2003);

un comportamento diligente e responsabile da parte di chi è incaricato di svolgere in modo indipendente funzioni regolatorie e di vigilanza, oltre che di Governo, avrebbe consigliato di soprassedere alla proroga, quanto meno fino alla conclusione dell'asta sulle frequenze 3.6-3.8, allo scopo di valutare con cognizione di causa il reale valore di mercato di tali frequenze,

si chiede di sapere:

se la concessione della proroga sia stata rispettosa del quadro normativo europeo che stabilisce come i diritti d'uso debbano essere concessi attraverso procedure aperte, obiettive, trasparenti, non discriminatorie e proporzionate e, nel caso di specie, non pregiudizievoli di una più equilibrata distribuzione dello spettro radio che risulti congrua sotto il profilo dello sviluppo degli investimenti infrastrutturali;

se la proroga così concessa rispetti tutti i requisiti previsti dall'art. 25, comma 6, del decreto legislativo n. 259 del 2003 e, in particolare, se risulti che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel parere citato, abbia valutato con attenzione le possibili difficoltà di carattere finanziario che potrebbero insorgere in capo agli operatori beneficiari della proroga, dovendo essi procedere con l'avvio di cospicui investimenti richiesti dalla tecnologia 5G;

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle ragioni che avrebbero portato l'Autorità a non svolgere un'analisi pro-competitiva, anche tramite il coinvolgimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, al fine di prevenire possibili distorsioni alla concorrenza derivanti dal provvedimento di proroga;

se il Ministero dell'economia e delle finanze sia stato coinvolto nel procedimento di proroga, così come previsto dall'art. 25, comma 6, del decreto legislativo n. 259 del 2003 e, in caso positivo, quale sia stata la sua posizione e quella dell'Autorità circa la mancata messa all'asta dell'uso di tali frequenze e le ragioni della conseguente rinuncia all'ottenimento di maggiori e cospicui introiti per le casse dello Stato;

se non si ritenga conveniente, alla luce delle esposte considerazioni, disporre l'annullamento del provvedimento di proroga e ricondurre nella disponibilità dell'amministrazione le frequenze prorogate, così da poterle assoggettare, nel rispetto della legge e nell'interesse del mercato e dei consumatori, a nuove e più remunerative procedure di assegnazione ad evidenza pubblica.

(4-00718)