• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00771 (5-00771)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00771presentato daPALLINI Mariatesto diGiovedì 18 ottobre 2018, seduta n. 66

   PALLINI, TUCCI, SIRAGUSA, AMITRANO, GIANNONE, DAVIDE AIELLO, VILLANI, CASA, INVIDIA, DE LORENZO, VIZZINI, PERCONTI e COSTANZO. — Al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge n. 90 del 2014, all'articolo 1, ha abrogato l'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, abolendo la possibilità, per il personale della pubblica amministrazione e, quindi, anche per il personale della scuola, fra cui gli insegnanti ultrasessantacinquenni, di avvalersi di una proroga biennale del rapporto di lavoro da richiedersi previa istanza da presentare all'amministrazione di appartenenza;

   inoltre, il decreto-legge n. 90 del 2014, al richiamato articolo 1, ha reso tale abrogazione retroattiva, revocando di fatto i trattenimenti in servizio ottenuti ma non ancora efficaci alla data di entrata in vigore del decreto-legge; con riferimento al personale della scuola, un numero consistente di insegnanti e di personale amministrativo tecnico e ausiliario che, avvalendosi dell'articolo 16 e in ragione dell'interesse degli istituti di appartenenza a utilizzare la professionalità e l'esperienza maturata, avevano richiesto e ottenuto la proroga biennale prima della emanazione del decreto-legge, si è visto nel mese di agosto 2014, a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico, «pensionare d'ufficio», con ripercussioni negative, anche pesanti, sulla propria condizione economica e personale. Molti di essi non avevano ancora raggiunto il minimo di 20 anni per la pensione e ad alcuni non è stato nemmeno riconosciuto il «gradone» stipendiale già maturato, perché sono stati provvisoriamente bloccati gli scatti di anzianità –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, anche a livello normativo, intenda valutare di porre in essere per rispondere alle richieste dei soggetti «revocati» di ricevere il riconoscimento di 1-2 anni di servizio in conformità alla proroga richiesta ed ottenuta e di una qualche forma di ristoro/indennizzo, pure di tipo economico, per quella che può essere considerata a ragione una grossa ingiustizia subita.
(5-00771)