• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00287 MARCUCCI - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che: a Monsagrati di Pescaglia (Lucca) ha sede, fin dall'inizio degli anni '70, lo...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00287 presentata da ANDREA MARCUCCI
mercoledì 17 ottobre 2018, seduta n.048

MARCUCCI - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

a Monsagrati di Pescaglia (Lucca) ha sede, fin dall'inizio degli anni '70, lo stabilimento dell'azienda Rontani SpA, azienda leader in Italia ed in Europa nel settore della produzione di calzature in PVC e gomma;

nel 2008, anno in cui il titolare dell'azienda Gustavo Rontani decide di ritirarsi, la Rontani SpA viene acquisita dalla Spirale Italia, azienda specializzata nella produzione di calzature e stivali iniettati in materiali termoplastici, PVC, gomme termoplastiche e nitriliche, sia per il tempo libero (stivali da pioggia e doposci) sia per l'uso professionale legato alla sicurezza sugli ambienti di lavoro;

nel corso degli anni, la Spirale Group è costantemente cresciuta, anche per la successiva incorporazione nel 2012 della newco Nora Italia, aumentando le produzioni, sia come gamma di prodotti, sia come volume totale di paia, passando da un fatturato di 9 milioni nel 2008, a quello di 26 milioni nel 2011. Le vendite del gruppo sono rivolte prevalentemente all'estero, circa il 90 per cento del fatturato, principalmente verso Germania, Svizzera, Russia, Austria e Gran Bretagna;

nel 2012 il gruppo torinese Ersel Investment Club e il gruppo bolognese B.Group SpA hanno acquistato il 73 per cento del gruppo Spirale; l'acquisizione si poneva l'obiettivo di accelerare lo sviluppo internazionale dell'azienda da una posizione di maggior forza industriale, finanziaria e manageriale;

l'azienda possiede in Italia due stabilimenti, uno localizzato a Cinte Tesino (Trento), dove la proprietà ha la sua sede, e l'altro ubicato a Monsagrati di Pescaglia; inoltre ha una società operativa a Plovdiv in Polonia e una società commerciale a Kleve, in Germania;

per quel che concerne lo stabilimento di Monsagrati di Pescaglia, che ad oggi occupa 42 lavoratori, il 5 ottobre 2018 è stata annunciata la dismissione del ramo di produzione entro la fine dell'anno. La notizia, comunicata nel corso di un vertice tra sindacati e azienda, è arrivata in maniera del tutto inaspettata, anche se negli anni passati erano stati operati dei tagli, proprio nello stabilimento lucchese. Secondo i dati diffusi dalle organizzazioni sindacali, nel 2013 non erano stati confermati i contratti di apprendistato quadriennali a livello operaio, contestualmente al taglio di 7 unità; nel 2016 è stato operato un secondo taglio del personale pari a 13 unità, sempre a Monsagrati, con la contestuale chiusura del reparto di produzione del granulo di PVC e smantellamento dell'impianto di miscelazione; nel corso del 2017 è stato chiuso il reparto amministrativo dello stabilimento con il taglio ulteriore di 4 unità;

nell'ultimo periodo, tuttavia, la situazione di crisi sembrava esser stata superata. Sempre secondo i dati diffusi dai sindacati, la direzione aziendale, a marzo, avrebbe preannunciato investimenti per stampi nuovi o revisionati, mentre dal punto di vista operativo, durante l'estate (settembre 2018), vi è stata la necessità di ricorrere al lavoro straordinario, a causa dei numerosi ordini di vendita, avvalorando in tal modo la percezione del superamento della situazione di difficoltà pregressa;

l'azienda, come anticipato, durante l'incontro sindacale del 5 ottobre, ha annunciato la decisione unilaterale di chiudere l'unità produttiva di Monsagrati di Pescaglia ed il conseguente licenziamento dei 42 lavoratori impiegati, sostenendo che la decisione sarebbe legata a problemi di mercato ed in particolare ad una perdita pari a 500.000 euro nell'ultimo esercizio. In seguito all'annuncio inatteso della chiusura, le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero e convocato un'assemblea sindacale nei prossimi giorni per definire le successive strategie;

dalle fonti sindacali e di cronaca emerge che, parallelamente alla dismissione del ramo lucchese dell'azienda per motivi legati alla crisi del mercato calzaturiero, l'azienda sarebbe tuttavia intenzionata a procedere ad un potenziamento dello stabilimento centrale di Cinte Tesino. Nel 2017 difatti, l'azienda ha concordato con la Provincia autonoma di Trento e con Trentino Sviluppo un piano di investimenti finalizzato all'incremento della competitività aziendale mediante innovazione tecnologica e lancio di nuovi prodotti. L'investimento, pari a circa 4 milioni di euro per il nuovo layout dello stabilimento e per gli adeguamenti degli impianti, sarebbe finalizzato, tra l'altro, all'ampliamento dell'organico nella sede di Cinte Tesino, con l'assunzione di nuove ulteriori 35 unità entro il 2019;

a fronte dell'ampliamento previsto per lo stabilimento di Cinte Tesino, la perdita dei posti di lavoro relativi allo stabilimento lucchese comporterebbe un impatto sociale negativo per il territorio toscano, in particolare per le 42 famiglie dei lavoratori che vedono improvvisamente a rischio il loro posto di lavoro,

si chiede di sapere:

quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati e quali iniziative intenda adottare al fine di evitare la chiusura dell'impianto produttivo di Monsagrati di Pescaglia (Lucca) e la relativa perdita dei posti di lavoro;

se intenda istituire un tavolo di confronto con la partecipazione della proprietà dell'azienda, delle istituzioni locali e delle rappresentanze sindacali dei lavoratori, al fine di evitare la delocalizzazione di un'attività produttiva storica nel territorio della provincia di Lucca non giustificata da motivazioni di crisi economica e finanziaria.

(3-00287)