• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00290 VALLARDI, BERGESIO, RIPAMONTI, SBRANA - Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo - Premesso che: il settore ortofrutticolo, in particolare delle regioni...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00290 presentata da GIANPAOLO VALLARDI
mercoledì 17 ottobre 2018, seduta n.048

VALLARDI, BERGESIO, RIPAMONTI, SBRANA - Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo - Premesso che:

il settore ortofrutticolo, in particolare delle regioni del Nord-Est, è colpito da un'emergenza dovuta dall'invasione, che si può definire biblica, della Halyomorpha halys, nome scientifico della cimice asiatica marmorata;

questo insetto, proveniente da Cina, Giappone, Taiwan e Corea, è particolarmente infestante e, non avendo antagonisti naturali efficaci, prolifera tranquillamente, creando seri danni all'agricoltura;

come altri parassiti "alieni" comparsi in Italia negli ultimi anni, la cimice asiatica si diffonde attraverso le attività umane ovvero trasporti, importazione di prodotti vegetali e turismo;

è un insetto polifago e quindi può passare da una coltura all'altra. Inoltre, ha un'elevata capacità di adattamento all'ambiente e si espande da un territorio all'altro. Infatti, in Italia dapprima si è insediato in Emilia-Romagna e ad oggi si è esteso fino in Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Piemonte;

a causa di questa invasione sono a rischio soprattutto le coltivazioni di pere e kiwi che rappresentano per il nostro Paese colture di punta nel mercato frutticolo a livello europeo e mondiale;

gli strumenti finora usati per frenarne l'espansione consistono nell'uso dei fitosanitari, che però hanno un effetto limitato, e per avere un controllo sufficiente è necessario intervenire costantemente con ovvie conseguenze, oppure nell'utilizzo di coperture anti insetto ovvero di reti antigrandine messe sopra i filari od i frutteti, che risultano essere più efficaci ma difficili da utilizzare e dai costi elevati;

i cambiamenti climatici, che portano ad un innalzamento delle temperature, soprattutto nel periodo invernale, comportano un proliferare della cimice asiatica. Questo insetto ha anche un impatto sulla popolazione, in quanto in inverno, quando la temperatura scende al di sotto dei 10 gradi, tende a rifugiarsi nelle abitazioni per svernare, causando forti disagi agli abitanti che si vedono invase le loro case. Questi insetti possono procurare anche seri danni agli impianti di ventilazione di case ed edifici commerciali;

al momento l'unica misura che sembra essere idonea a contrastare la diffusione della cimice asiatica è l'attività di monitoraggio nelle singole aziende agricole e sulle diverse colture;

risulta agli interroganti che il Centro di ricerca difesa e certificazione (CREA-DC), identificato come istituto di supporto per l'approfondimento degli aspetti scientifici, abbia avviato delle sperimentazioni in campo e laboratorio, per individuare le sostanze più idonee per contrastare la diffusione della cimice asiatica;

per il contrasto utilizzare un antagonista naturale sembra essere la soluzione migliore per un controllo biologico. Infatti sembra che i ricercatori del CREA abbiano individuato, nell'ambito del progetto nazionale ASPROPI, un imenottero, l'Ooencyrtus telenomicida, un antagonista naturale della cimice asiatica, che ha dimostrato, in ambiente controllato, di essere in grado di parassitare le uova della cimice impedendone la proliferazione;

se fosse dimostrata la capacità di questo imenottero di contrastare efficacemente la cimice asiatica, questo rappresenterebbe una speranza per migliaia di agricoltori, soprattutto nel Nord Italia, dove i raccolti sono stati fortemente danneggiati,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative ritenga opportuno intraprendere per debellare questa piaga che sta affliggendo il mondo agricolo;

a che punto siano le ricerche del CREA sull'efficacia dell'Ooencyrtus telenomicida quale antagonista naturale da utilizzare per il contrasto alla diffusione della cimice asiatica.

(3-00290)