• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00291 ZAFFINI, CIRIANI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: il maxi lotto 2 del Quadrilatero Marche-Umbria è un'opera complessa, che prevede la realizzazione, in...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00291 presentata da FRANCESCO ZAFFINI
mercoledì 17 ottobre 2018, seduta n.048

ZAFFINI, CIRIANI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il maxi lotto 2 del Quadrilatero Marche-Umbria è un'opera complessa, che prevede la realizzazione, in regime di general contracting, dei lavori di ammodernamento e potenziamento della direttrice Perugia-Ancona, nonchè la realizzazione in nuova sede della Pedemontana delle Marche;

attualmente i lavori risultano bloccati dall'ennesima crisi finanziaria che colpisce sistematicamente tutti gli affidatari dei lavori della Perugia-Ancona, ultimo in ordine di tempo il gruppo Astaldi SpA, mandando sul lastrico le imprese locali, che hanno realizzato i lavori con grande professionalità, ma salvaguardando gli affidatari colpiti dalle crisi di liquidità;

considerato che:

il committente dell'opera è la Quadrilatero Marche Umbria SpA, società controllata da ANAS, che ne detiene il 92 per cento, mentre il general contractor, inizialmente Dirpa scarl, è poi diventato Dirpa 2 scarl;

i lavori lungo la Perugia-Ancona, avviati nel 2008, sono stati sistematicamente bloccati e il termine degli stessi è slittato di anno in anno;

la prima affidataria dei lavori, BTP SpA (Baldassini-Tognozzi-Pontello SpA), è stata sottoposta ad amministrazione giudiziale ed è stata successivamente ammessa alla procedura di concordato preventivo, procedura conclusasi nel dicembre del 2011, con la cessione del ramo d'azienda "BTP Infrastrutture" (opere pubbliche) a favore di Impresa SpA, e con il fallimento di circa 50 aziende di fornitori del tessuto locale;

all'inizio del 2013 si sono manifestate nuove criticità finanziarie, questa volta sia da parte del general contractor Dirpa, che del nuovo principale affidatario, Impresa SpA, la quale è stata a sua volta ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria, successivamente estesa anche al contraente generale Dirpa, con le immaginabili disastrose ripercussioni sulle aziende locali di subfornitori (circa 40 direttamente coinvolti);

Impresa SpA apparteneva al Consorzio Operae, a sua volta mandatario dell'ATI, società aggiudicataria del Maxi Lotto 2 e che aveva costituito la società di progetto DIRPA scarl, contraente generale;

mentre la DIRPA scarl era in amministrazione straordinaria, il commissario ministeriale, per mezzo di una scissione societaria, ne ha ceduto quasi tutti i beni a una neocostituita Dirpa 2 scarl, subentrata come nuovo contraente generale;

nel 2015, i lavori, per un importo di circa 500 milioni, sono stati affidati ad Astaldi SpA, che oggi, guarda caso, è in crisi di liquidità, crisi che forse era prevedibile dato che gli attori sono gli stessi dei precedenti "fallimenti": Dirpa 2 è infatti di proprietà per il 99,99 per cento del Consorzio Operae, e sia DIRPA 2 scarl che il Consorzio Operae risultano essere controllate di Astaldi SpA;

ad oggi, a soli due anni dal suo ingresso, Astaldi ha scelto la strada del "concordato in bianco" e questa volta i danni al tessuto imprenditoriale umbro-marchigiano saranno di gran lunga superiori rispetto a quelli fin qui causati dai precedenti affidatari: le imprese edili umbre coinvolte sono almeno 10 per un credito che si stima superiore a 15 milioni di euro mentre la mole di crediti vantati dai subfornitori, pari a circa 30-40 milioni di euro, è tale da portare al fallimento tutte queste Piccole medie imprese,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover assumere iniziative di competenza volte alla revoca dell'affidamento dei lavori del maxi lotto 2 e l'incameramento delle fideiussioni a garanzia del saldo di tutti i debiti accumulati da Astaldi SpA, interrompendo la deprecabile abitudine degli affidatari dei lavori della Perugia-Ancona di salvare le proprie finanze accedendo a procedure di amministrazione straordinaria e concordati con il sistema delle scatole cinesi e di realizzare strade lastricate con i fallimenti delle imprese locali e dei subappaltatori.

(3-00291)