• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

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Atto a cui si riferisce:
C.8/00001 Risoluzione conclusiva 8-00001presentato daGALLO Luigitesto diMercoledì 17 ottobre 2018 in 7-00037 Gallo: Iniziative per il superamento dell'attuale sistema di esternalizzazione...



Atto Camera

Risoluzione conclusiva 8-00001presentato daGALLO Luigitesto diMercoledì 17 ottobre 2018 in

7-00037 Gallo: Iniziative per il superamento dell'attuale sistema di esternalizzazione dei servizi di pulizia e vigilanza nelle scuole.

RISOLUZIONE APPROVATA

   Le Commissioni VII e XI,
   premesso che:
    a seguito dei continui tagli alla scuola pubblica che si protraggono ormai da diversi anni, la scuola pubblica italiana ha dovuto affrontare la sfida di garantire un'offerta formativa di qualità avendo a disposizione sempre meno risorse e personale da poter impiegare: infatti, secondo dati Eurostat, dal 2007 al 2015 la spesa destinata all'istruzione in Italia in rapporto alla spesa pubblica totale, è diminuita di quasi il 20 per cento;
    si tratta di una situazione che ha avuto gravi ricadute su tutti i fronti, incluso il servizio di pulizia negli edifici scolastici; questo problema nasce dalla decisione di procedere all'esternalizzazione del servizio, allo scopo di ottenere maggiore efficienza ed economie di gestione;
   invece, il risultato è stato, non solo di non essere riusciti a raggiungere tale obiettivo, ma anche di ridurre gli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) e dei collaboratori scolastici, e di appaltare, a prezzi sempre più bassi, i servizi di pulizia a cooperative che retribuiscono con salari irrisori i propri dipendenti; questo sistema ha generato aumenti di spesa, rispetto all'assunzione a tempo indeterminato del personale e dei collaboratori scolastici necessari per far funzionare i servizi, dovuta alla remunerazione del profitto d'impresa, a spese di lavoratori sottopagati e sfruttati, e al sistema clientelare che ne era alla base;
    storicamente le competenze sulla scuola inclusi i servizi di pulizia erano affidate agli enti locali e furono trasferite allo Stato dall'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, e dall'articolo 9 del decreto del Ministro della pubblica istruzione 23 luglio 1999, che dispose il subentro dello Stato nei contratti stipulati dagli enti locali, in luogo dell'assunzione di personale dipendente;
    successivamente, l'articolo 45, comma 8, della legge n. 144 del 1999 stabilì una futura stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili della scuola, ma questa norma rimase inapplicata e l'anno seguente, l'articolo 78, comma 31, della legge n. 388 del 2000 stabilì il ricorso alla «terziarizzazione», ovvero all'appalto a consorzi di ditte e a cooperative di servizi di pulizia nelle scuole;
    tutto ciò, senza contare gli sgravi fiscali e contributivi riconosciuti ai consorzi nonostante i lavoratori continuassero e continuino a percepire retribuzioni basse, sino al limite di sfruttamento del lavoro;
    oltre agli ingenti tagli dei finanziamenti per questa voce di spesa, l'ex Ministro Profumo decise di affidare i bandi dei servizi di pulizia alla Consip spa, producendo un sistema inefficiente che persiste tutt'oggi, tant’è che la legge di bilancio per il 2018, 27 dicembre 2017, n. 205, all'articolo 1, comma 687, dispone che i contratti già stipulati potranno proseguire sino al 30 giugno 2019;
    dunque, si tratta di un sistema che dura da diversi anni e che è stato avvallato dal precedente Governo, nonostante gli ammonimenti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, dell'Autorità nazionale anticorruzione rispetto alla proroga degli appalti e alla creazione di un cartello ai danni della libera concorrenza da parte dei maggiori consorzi di servizi nel settore;
    altrettanta rilevanza merita la vicenda dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa rinnovati annualmente o anche mensilmente a centinaia di lavoratori Lsu, con gli stessi doveri e orari degli assistenti amministrativi di ruolo ma senza gli stessi diritti, senza il riconoscimento del servizio per l'accesso alle graduatorie, con una retribuzione molto più bassa e con un futuro pensionistico incerto;
    quindi i lavoratori Lsu nelle scuole sono stati espropriati del diritto alla stabilizzazione a causa del mancato rispetto delle finalità dei progetti ad essi relativi che dovevano servire per l'acquisizione della professionalità e del livello ai fini della stabilizzazione, coprendo le carenze del personale, nonché a causa della mancata applicazione della riserva dei posti nelle assunzioni;
    risulta evidente che dall'esternalizzazione dei servizi non deriva alcun vantaggio economico per le casse dello Stato o degli enti locali e pertanto vengono meno gli stessi presupposti che giustificherebbero le esternalizzazioni stesse;
    pare quindi fuori da ogni logica la mancata eliminazione della possibilità di affidare servizi esterni a vantaggio delle assunzioni dirette dei collaboratori scolastici precari che garantiscono le stesse mansioni ma con condizioni economiche e contrattuali che per il lavoratore sarebbero più vantaggiose;
    l'internalizzazione di questi lavoratori, riconducibili sostanzialmente alla platea dei lavoratori impiegati in lavori socialmente utili e dei lavoratori dei cosiddetti «appalti storici» degli enti locali, comporterebbe lo sblocco degli 11.857 posti di collaboratore scolastico accantonati,

impegnano il Governo:

   ad adottare iniziative per porre fine all'attuale sistema di esternalizzazione dei servizi di pulizia e di vigilanza nelle scuole;
   ad assumere iniziative per assorbire il personale degli appalti dei servizi di pulizia riconducibili ai lavori socialmente utili e ai cosiddetti «appalti storici» degli enti locali attraverso una procedura concorsuale.
(8-00001) «Gallo, Segneri, Cubeddu, Casa, Azzolina, Carbonaro, Tuzi, Villani, Testamento, Acunzo, Marzana, Melicchio, Bella, Lattanzio, Torto, Nitti, Racchella, Patelli, Belotti, Sasso, Mariani, Furgiuele, Latini».