• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01348 (4-01348)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01348presentato daCONTE Federicotesto diGiovedì 11 ottobre 2018, seduta n. 61

   CONTE. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

   il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea) è un ente di ricerca scientifica del settore agricolo, zootecnico, ittico, forestale, agroindustriale, nutrizionale, vigilato dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo;

   il Crea conta circa 2 mila dipendenti, in buona parte ricercatori e tecnologi; nel 2015 c'è stata una riorganizzazione del precedente Ente (Consiglio per la ricerca in agricoltura – CRA), accorpato all'Inea (Istituto nazionale di economia agraria) con la nascita di 12 centri di ricerca presenti sul territorio nazionale;

   presidente del Crea è il dottor Salvatore Parlato, già commissario della struttura; direttore generale facente funzioni dell'ente è la dottoressa Ida Marandola;

   nel 2015, anche in virtù dell'accorpamento dei due enti di cui sopra, il consiglio di amministrazione del Crea decide di cambiare sede per dare il giusto spazio operativo agli oltre 400 dipendenti centrali;

   la selezione della nuova sede, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Fatto in data 11 agosto 2018, viene affidata al direttore generale facente funzione, Ida Marandola, che procede a una procedura informale, con consultazione siti web e richiesta a nove operatori per un palazzo tra i 9 e i 12 mila metri quadrati;

   in sede di valutazione, viene scelto l'immobile di via Po, 14, attuale sede, proposto dall'agenzia Tft Immobiliare a un costo di fitto di 3 milioni l'anno per una superficie di 9.800 metri quadrati;

   nella centralissima piazza della Repubblica, a Roma, nello stesso periodo l'ispettorato del lavoro ha fittato una sede della stessa metratura a 950 mila euro l'anno, un terzo della cifra spesa per l'immobile di via Po;

   dopo aver fittato e occupato la sede, sarebbe venuto alla luce la presenza nello stabile di amianto e radon, materiali ritenuti cancerogeni, con il risultato che alcuni locali sono temporaneamente chiusi e che il consiglio di amministrazione di Crea ha citato in giudizio il fondo Prelios, ex proprietario dell'immobile;

   potrebbe profilarsi la necessità di reperire una nuova sede;

   con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 63 del 10 agosto 2018, il Crea ha emanato un avviso pubblico di ricerca professionalità per l'incarico di direttore generale;

   la griglia di requisiti previsti all'articolo 2 del suddetto avviso è particolarmente severa; essa richiede, oltre ai titoli di studio, una serie di comprovate esperienze specifiche molto dettagliate, che rischiano di escludere a priori vari profili e potrebbero comportare la partecipazione di pochi candidati;

   il direttore generale facente funzione, Ida Marandola, dalla lettura del suo curriculum pubblicato sul sito internet del Crea, sarebbe in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando –:

   se sia a conoscenza di quanto sopra esposto e se intenda attivarsi, per quanto di competenza, per una verifica sulla corretta gestione amministrativa del Crea, alla luce di quanto riportato in premessa, con particolare riguardo alla vicenda della nuova sede di via Po e alla presenza nella struttura di materiali tossico-nocivi che mettono a rischio la salute dei dipendenti.
(4-01348)