• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00688 (5-00688)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00688presentato daQUARTAPELLE PROCOPIO Liatesto diMercoledì 10 ottobre 2018, seduta n. 60

   QUARTAPELLE PROCOPIO, DE MARIA, SCALFAROTTO, FASSINO e LA MARCA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   il 12 e 13 novembre 2018 si svolgerà a Palermo la Conferenza internazionale sulla Libia alla quale saranno invitati tutti gli attori più importanti, sia a livello internazionale che regionale come i rappresentanti dell'Arabia Saudita, Egitto, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Francia, Germania, Spagna, Marocco, Tunisia, Gran Bretagna, Canada, Ciad, Algeria, Cina, Giordania, Malta, dell'Unione europea, dell'Onu, della Lega araba e dell'Unione africana e, sembrerebbe che sarà presente anche il generale libico Khalifa Haftar;

   la Conferenza di Palermo sarà un importante tassello nella lunga strada per risolvere il conflitto libico e un suo esito positivo rappresenterebbe per il popolo libico e tutta l'area regionale un segnale importante di speranza. Inoltre, per il nostro Paese sarebbe un successo importante non solo in chiave mediterranea, nei rapporti con i Paesi della sponda Sud, ma anche per accrescere il peso e l'autorevolezza dell'Italia nel consenso europeo e nella gestione dei flussi migratori;

   già da alcuni mesi il nuovo Governo italiano ha fatto intendere la volontà di sostituire gli attuali vertici del dipartimento delle informazioni per la sicurezza – il direttore generale Alessandro Pansa – e dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna – il direttore Alberto Manenti – che parrebbe, a mezzo stampa, aver presentato già le proprie dimissioni – entrambi prorogati per un anno dal precedente Governo subito dopo le elezioni, perché i loro incarichi erano scaduti nella primavera scorsa;

   nell'ambito dell'organizzazione e delle trattative della Conferenza, Manenti ha dichiarato di non «essere più considerato un interlocutore affidabile – proprio a causa del suo mandato in scadenza – e non essere in grado di agire»;

   recentemente, l'Ambasciatore italiano in Libia Giuseppe Perrone è stato trattenuto in Patria per motivi di sicurezza e attualmente non è stato ancora nominato un suo successore;

   in questo ultimo periodo, la situazione in Libia è tornata ad infiammarsi, con violenti scontri a Tripoli tra gruppi di milizie armate che si contendono il potere e che, grazie alla mediazione dell'Onu, hanno firmato un accordo per sospendere le violenze –:

   in che modo il Governo intenda organizzarsi per la buona riuscita della Conferenza in mancanza del sostegno pienamente legittimo ed operativo dei servizi di sicurezza italiani considerati in «scadenza» e dell'Ambasciatore non in sede a Tripoli e senza quindi poter efficacemente interloquire e coinvolgere tutti gli attori libici che sul terreno stanno dimostrando la propria forza militare e negoziale.
(5-00688)