• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01304 (4-01304)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01304presentato daTESTAMENTO Rosa Albatesto diVenerdì 5 ottobre 2018, seduta n. 57

   TESTAMENTO, AZZOLINA, CASA, NAPPI, VIGNAROLI e ZOLEZZI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   in provincia di Isernia operano da oltre dieci anni due impianti. Si tratta dell'inceneritore Herambiente di Pozzilli, che brucia circa 100 tonnellate di rifiuti all'anno, e il cementificio Colacem di Sesto Campano, nel quale vengono incenerite quasi 25 mila tonnellate di rifiuti ogni anno. Inoltre, a San Vittore del Lazio, comune al confine col Molise, è presente anche l'inceneritore Acea che brucia fino a 400 mila tonnellate di rifiuti all'anno. La loro presenza rende la situazione ambientale e sanitaria in tutta l'area della piana di Venafro molto critica, con continui sforamenti dei parametri delle emissioni inquinanti e un alto indice di malattie tumorali, bronco-polmonari e cardiovascolari diagnosticate alla popolazione residente;

   la preoccupazione per i livelli di inquinamento dell'aria è confermata anche da recentissime fonti di stampa. Sul sito www.primopianomolise.it, infatti, in un pezzo pubblicato il 12 agosto 2018 si riporta che dalle misurazioni effettuate da Arpa Molise, i livelli di Pm2,5, cioè del particolato fine sono tendenzialmente in crescita, quasi oltre i limiti consentiti. A fronte di un valore limite del Pm2,5 stabilito dalla legislazione vigente, di 25 μg/m3 e poi di 20 μg/m3 dal 1° gennaio 2020, il 7 agosto 2018 si è registrato un picco di 22 μ/m3. Le preoccupazioni derivano dal fatto che, a differenza del Pm10, ampiamente rilevato assieme al biossido di azoto NO2 nei controlli precedentemente effettuati, il Pm2,5, non si ferma all'altezza delle via respiratorie superiori, ma è in grado di penetrare facilmente negli alveoli polmonari, con eventuale conseguente diffusione nel sangue;

   questi dati hanno generato e continuano a generare giustificati allarmismi tra la popolazione della Piana di Venafro. I cittadini, infatti, sostengono che la presenza dei citati impianti produca enormi conseguenze sulla loro salute, confermate peraltro dai recenti dati diffusi dall'associazione venafrana «Mamme per la salute e per l'ambiente»: in cui si parla di sensibile incremento di neoplasie, tumori, leucemie e, nella misura di circa il 30 per cento, degli aborti spontanei. Numeri che però sono molto approssimativi, a causa dell'assenza di un registro tumori regionale effettivamente operativo per il quale, da fonti di stampa (www.primonumero.it – 3 agosto 2018), risulta sia stato finalmente approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica. Il registro tumori è fondamentale per costituire una rete oncologica regionale in grado di stabilire eventuali nessi di causa effetto tra inquinamento e malattie ovvero per organizzare una seria azione di prevenzione sanitaria. La non operatività del registro tumori dipende dalla perdurante assenza di un regolamento regionale sul trattamento dei dati personali, nonostante i continui solleciti dei consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle;

   al fine di contrastare il problema dell'inquinamento atmosferico, con deliberazione di giunta n. 345 del 30 giugno 2015, la regione Molise ha definito il «piano regionale integrato per la qualità dell'aria Molise (P.R.I.A.Mo.)» allo scopo di «raggiungere livelli di qualità dell'aria che non comportino rischi o impatti negativi significativi per la salute umana e per l'ambiente». Tuttavia, a distanza di tre anni, il P.R.I.A.Mo non risulta ancora approvato dal consiglio regionale, accumulando così un ritardo ingiustificato nelle politiche di tutela della salute dei cittadini;

   a peggiorare ulteriormente la situazione ambientale nei comuni della Piana, contribuisce, come detto in premessa, anche l'inceneritore Acea di San Vittore del Lazio, operativo dal 2003, e causa, anch'esso di continui sforamenti di PM10, PM2,5, benzene, nonché della trasformazione di migliaia di tonnellate di rifiuti in polveri fini e ultrafini pericolose per la qualità dell'aria e per la salute della popolazione residente –:

   quali iniziative intenda adottare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per quanto di competenza, per acquisire un quadro puntuale della situazione di inquinamento ambientale nei comuni della Piana di Venafro, dove si rilevano altissime concentrazioni di polveri sottili e sottilissime, derivanti dalle attività di combustione dei tre impianti di cui sopra;

   quali iniziative il Ministro della salute, nei limiti delle proprie competenze, intenda porre in essere per favorire un tavolo di concertazione, con la partecipazione della regione Molise e della regione Lazio, per l'avvio di uno studio epidemiologico che accerti l'eventuale correlazione tra le altissime emissioni prodotte dagli inceneritori Herambiente e Acea e il cementificio Colacem e la crescita delle patologie tumorali, cardiovascolari e dell'apparato respiratorio tra la popolazione residente nella Piana di Venafro.
(4-01304)