• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00483 (5-00483)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00483presentato daCENTEMERO Giuliotesto diMercoledì 19 settembre 2018, seduta n. 47

   CENTEMERO, ALESSANDRO PAGANO, COVOLO, FERRARI, GERARDI, GUSMEROLI, PATERNOSTER e TARANTINO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   sono più di due milioni le imprese minori che rischiano di fallire, per colpa della norma, introdotta nel 2017, che esclude il riporto delle perdite per le imprese in regime di contabilità semplificata (articolo 18, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600), di cui circa 439 mila società di persone, tra società in nome collettivo e società in accomandita semplice, e un milione e 760 mila imprenditori individuali;

   dal 2017, le imprese minori in regime di contabilità semplificata possono determinare il reddito con il cosiddetto criterio di cassa, cioè il criterio tipico applicato dagli esercenti arti o professioni; il criterio di cassa vale anche per i versamenti fatti e per i corrispettivi ricevuti a titolo di acconto; è possibile però optare per la determinazione del reddito sulla base delle registrazioni fatte nel libro degli acquisti e nel registro delle fatture e dei corrispettivi, cosiddetto «criterio delle registrazioni»;

   in base a tale normativa, le perdite delle imprese in contabilità semplificata sono compensabili con i redditi di altra natura dichiarati nello stesso anno, ma non possono essere riportate negli anni successivi; il regime di contabilità semplificata prevede la deduzione integrale delle rimanenze finali nel primo anno in cui si applica il criterio di cassa;

   il «passaggio» dal criterio di competenza a quello di cassa prevede perciò la rilevanza, come componente negativo, dell'importo delle rimanenze finali che, nella stragrande maggioranza delle imprese commerciali, determinerebbe una chiusura in perdita che, per legge, non potrà essere riportata negli anni successivi;

   la mancata previsione del «riporto» delle perdite in anni successivi, oltre ad essere un obbrobrio contabile, può comportare gravi conseguenze per le imprese con rimanenze finali di ammontare elevato;

   è evidente che, senza il riporto delle perdite, derivante dalla deduzione delle rimanenze finali nel primo anno di «passaggio» al criterio di cassa (lo stesso problema riguarda le imprese che optano per il «criterio delle registrazioni»), il regime di contabilità semplificata rischia di far fallire le imprese –:

   quali iniziative intenda adottare per scongiurare il rischio di fallimento di oltre due milioni di imprese eventualmente introducendo una norma correttiva, che, in caso di perdite, consenta il riporto delle stesse negli anni successivi, senza limitazione alcuna.
(5-00483)