• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00049 (7-00049) «Braga, Del Basso De Caro, Morassut, Morgoni, Orlando, Pellicani, Pezzopane, Moretto».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00049presentato daBRAGA Chiaratesto diGiovedì 13 settembre 2018, seduta n. 44

   Le Commissioni VIII e X,

   premesso che:

    il mar Piccolo di Taranto è un bacino costiero che si estende a Nord della città di Taranto e riveste l'importanza centrale sia dal punto di vista ambientale (è ambiente prioritario per la direttiva Habitat, direttiva europea 92/43/CEE del 21 maggio 1992) sia economico, ed è caratterizzato da comunità di specie animali e vegetali varie e complesse che determinano un elevato livello di biodiversità, anche per le peculiari caratteristiche idrogeologiche;

    il mar Piccolo ha rilevanti potenzialità produttive, naturalistiche e paesaggistiche meritevoli di essere sviluppate anche dal punto di vista economico;

    il bacino in questione nel corso degli anni, è stato fortemente condizionato dall'intenso processo di industrializzazione che ha interessato la città di Taranto ed è tra le prime quindici aree classificate «ad alto rischio ambientale» (decreto ministeriale n. 349 dell'8 luglio 1998);

    questo intenso processo di industrializzazione con la produzione massiva di reflui e rifiuti che, a causa di inadeguate gestioni passate, ha determinato urta rilevante e profondi contaminazione dei fondali e delle acque del mar Piccolo, in particolar modo da Ipa, metalli pesanti e Pcb;

    va detto che, nel corso degli ultimi anni, da qualità delle acque del mar Piccolo, dal punto di vista microbiologico, è notevolmente migliorata; molti degli scarichi urbani che venivano immessi nel bacino senza depurazione sono stati avviati ad impianti di trattamento, mentre, purtroppo, ancora non si registra un miglioramento per quanto concerne la contaminazione di tipo chimico;

    nel luglio 2012 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero per la coesione territoriale, la regione Puglia, la provincia di Taranto, il comune di Taranto e il Commissario straordinario del Porto di Taranto hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa finalizzato a fronteggiare e superare le gravi situazioni di criticità ambientale, sanitaria e socio-economica dell'area di Taranto, con una serie di azioni per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione;

    al fine di assicurare l'attuazione degli interventi previsti dal protocollo d'intesa, il decreto-legge n. 129 del 2012, convertito senza modifiche dalla legge n. 171 del 2012, ha definito l'area di Taranto come Sito di interesse nazionale (Sin) e ha disposto la nomina di un Commissario straordinario con l'obiettivo di fronteggiare e superare le gravi situazioni di criticità ambientale e sanitaria accertate in relazione al sito di Taranto;

    il decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito con modifiche dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, all'articolo 5, comma 1, ha previsto che l'attuazione degli interventi funzionali a risolvere le situazioni di criticità ambientale, socio-economica e di riqualificazione urbana, riguardante la città e l'area di Taranto, sia disciplinata da uno specifico Contratto istituzionale di sviluppo (Csi);

    il Governo, preso atto del lavoro svolto dal tavolo, ha promosso la stipula dell'intesa propedeutica alla firma del Contratto istituzionale di sviluppo e ha sottoposto al Comitato interministeriale per la programmazione economica la proposta di assegnazione di 38,7 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, per il finanziamento di un Piano stralcio di interventi di immediata attivazione per l'area di Taranto (delibera del Cipe dicembre 2015, n. 100), coerente con l'obiettivo della legge n. 20 del 2015 di consolidare e rafforzare il processo di definizione e coordinamento della riqualificazione ambientale e delle strategie per lo sviluppo economico, sociale e culturale dell'area;

    il contratto è stato sottoscritto in data 30 dicembre 2015;

    la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del mar Piccolo di Taranto e delle aree prospicienti è stata avviata a settembre 2014, con una fase di analisi in cui sono state individuate e censite 180 fonti inquinanti di diversa natura;

    grazie all'apporto della Guardia di finanza è stata individuata la provenienza degli scarichi abusivi e sono state chiuse 90 fonti inquinanti su 180 mappate. La bonifica vera e propria, completata al 60 per cento, prevede la rimozione e lo smaltimento dei materiali di natura antropica presenti in gran quantità;

    la presenza del Commissario straordinario a Taranto ha permesso, negli scorsi tre anni, di raggiungere significativi risultati tra cui: la messa in sicurezza dei terreni e della falda dell'area PIP del comune di Statte, dove si trova il sito della ex-Cemerad; la bonifica e messa in sicurezza dello stesso sito, dove il 16 maggio 2017 sono iniziati i lavori di rimozione e allontanamento dei 16 mila fusti contenenti materiale radioattivo; l'avvio di tre interventi nel porto di Taranto di cui uno, l'ammodernamento della banchina di ormeggio, è stato completato nel luglio 2017; l'intervento di bonifica del delicato ecosistema del mar Piccolo;

    il 20 dicembre 2017 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede interventi per 40 milioni di euro per il risanamento ambientale di Taranto, dal mar Piccolo al quartiere Tamburi. I fondi, che saranno utilizzati per proseguire nel programma ambientale della città pugliese, vengono dalla ripartizione delle risorse del «Piano Operativo Ambiente», nell'ambito della programmazione del fondo di sviluppo e coesione 2014-2020: nello specifico, 34 milioni di euro sono destinati a finanziare il primo e il secondo stralcio degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del bacino del mar Piccolo;

    nelle operazioni di pulizia dei fondali del mar Piccolo sono stati impiegati anche 145 ex lavoratori della fallita società in house della provincia di Taranto Isola Verde, grazie a un accordo di collaborazione tra il Commissario straordinario, la regione Puglia e il comune di Taranto che hanno avviato il progetto «Verde Amico»;

    il 1° giugno 2018 è stata avviata la procedura internazionale per l'instaurazione di un partenariato per l'innovazione, finalizzato all'affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, e alla realizzazione degli interventi di risanamento ambientale nelle aree prioritarie del mar Piccolo di Taranto (seno I). Il valore totale stimato dell'intervento è di 32 milioni e 276 mila euro. Gli interventi da realizzare nel seno I del mar Piccolo hanno come obiettivo l'abbattimento del livello di contaminazione riscontrato nei sedimenti marini mediante l'applicazione di tecnologie innovative;

    di fronte al lungomare di Taranto affiorano due isole, le Cheradi, di esclusiva pertinenza della Marina militare;

    l'importanza scientifica delle Cheradi è emersa con forza dai rilievi e dalle considerazioni svolte da vari ricercatori che, negli anni, hanno ripetutamente auspicato una tutela e una valorizzazione integrata nei diversi aspetti geologici, naturalistici, ambientali e storico archeologici;

    gli interventi di valorizzazione e salvaguardia delle isole Cheradi, attraverso accordi e protocolli di intesa, potrebbero incrementare in maniera significativa l'offerta e l'attrattività del territorio, contribuendo al rilancio e allo sviluppo economico dell'intero territorio ionico-tarantino;

    va considerato il ruolo della regione Puglia di programmazione e pianificazione delle attività di bonifica sul territorio pugliese, salvo quanto previsto dalla normativa nazionale vigente in materia di bonifica dei siti di interesse nazionale;

    il sito di Taranto sta vivendo un periodo di forte incertezza e criticità che potrebbe condizionare e rallentare le azioni di risanamento ambientale;

    relativamente al Sin di Taranto si registra una forte connessione e complementarietà tra riqualificazione industriale ed esigenze di tutela e risanamento ambientale dell'area del mar Piccolo;

    si ritiene necessario procedere ad accelerare il risanamento e la riqualificazione ambientale del bacino del mar Piccolo, anche attraverso l'individuazione di misure volte al potenziamento dei livelli occupazionali, garantendo lo sviluppo sostenibile dell'area,

impegnano il Governo:

   ad assumere iniziative, anche nell'ambito del Tavolo istituzionale permanente per l'area di Taranto (Tip), e per il tramite del Commissario straordinario per la bonifica di Taranto, volte a completare il risanamento ambientale dell'intera area del mar Piccolo e a potenziare le misure per lo sviluppo economico e produttivo dell'area;

   ad assumere iniziative per individuare, a partire dal prossimo disegno di legge di bilancio per l'anno 2019, nuove risorse finalizzate ad implementare il plafond finanziario a disposizione degli interventi di riqualificazione ambientale e in particolare a favore del mar Piccolo per proseguire nell'azione di tutela delle aree in questione;

   ad incentivare gli attuali accordi di collaborazione istituzionale con enti pubblici, associazioni di impresa, centri di ricerca e università, nonché a favorire la partecipazione delle forme associative civiche, al fine di attrarre nuovi investimenti necessari alla completa riqualificazione e rigenerazione ambientale dell'area vasta di Taranto;

   ad assumere iniziative, anche normative, d'intesa con la regione Puglia, al fine di rafforzare la tutela delle isole Cheradi, considerato che si tratta di un'area comprendente le isole (riserva naturale) ed i fondali prospicienti (riserva marina), promuovendone inoltre una maggiore fruibilità anche sotto il profilo turistico.
(7-00049) «Braga, Del Basso De Caro, Morassut, Morgoni, Orlando, Pellicani, Pezzopane, Moretto».