• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00431 (5-00431)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00431presentato daFREGOLENT Silviatesto diGiovedì 13 settembre 2018, seduta n. 44

   FREGOLENT. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   la velocità della ripresa economica e la competitività del nostro Paese dipende anche dalla realizzazione di investimenti pubblici e privati nel settore delle infrastrutture. Sulle grandi opere si misura la capacità di guardare al futuro e di dotare l'Italia di un sistema connesso, capace di creare crescita e di evitare l'isolamento dal resto dell'Europa;

   il 20 dicembre 2016 è stata approvata la legge 5 gennaio 2017, n. 1, recante «Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per l'avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, fatto a Parigi il 24 febbraio 2015, e del protocollo addizionale, con allegato, fatto a Venezia l'8 marzo 2016, con annesso Regolamento dei contratti adottato a Torino il 7 giugno 2016»;

   il Ministro interrogato in numerose occasioni, ha annunciato che la realizzazione della Tav sarà rivista in base ad una analisi su costi e benefici; tale indagine sarà pronta, sempre secondo il Ministro, entro il mese di novembre 2018;

   sarebbe gravissimo se venisse assunta la decisione di fermare la realizzazione di opere in corso di realizzazione o già finanziate, per le quali sono state impegnate e spese ingenti risorse economiche; in alcuni casi, oltretutto, si tratta di opere che investono la responsabilità internazionale del nostro Paese sulla base di accordi internazionali;

   lo «stop» alla Tav causerebbe inoltre penali rilevanti: quelle per i mancati utili e quelle relative alle opere per ripristinare il territorio. Un costo complessivo per l'Italia di miliardi di euro, nonché un ritardo della rete infrastrutturale;

   nella XVII legislatura sono già stati compiuti importanti percorsi istituzionali, da parte del Governo pro tempore, per promuovere la maggiore condivisione possibile della suddetta opera, con l'obiettivo di disinnescare le tensioni presenti con sensibilità maggiormente refrattarie alla loro realizzazione;

   sulla Tav, in particolare, con il rapporto «Verifica del modello di esercizio per la tratta nazionale lato Italia», si è attuata la revisione del progetto da parte del Ministro pro tempore Delrio che, per la tratta nazionale, ne ha dimezzato i costi, riutilizzando una parte rilevante della linea storica, come certificato anche dai documenti ufficiali dell'Osservatorio che ha dimostrato l'oggettiva validità della Tav, soprattutto se inserita nel contesto delle reti europee;

   è emerso che Marco Ponti, docente universitario da sempre contrario alla Tav ed al trasporto su ferro, coordinerà la struttura tecnica di missione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per realizzare l'analisi costi-benefici della Torino-Lione;

   in una recente trasmissione televisiva lo stesso Marco Ponti ha dichiarato, rispetto alla realizzazione della Tav ed al conseguente spostamento di ingenti volumi di traffico e merci da gomma a ferro,: «Valuteremo se investire pacchi di miliardi per spostare poca roba»;

   appare evidente all'interrogante come l'analisi costi-benefici rischi di essere imparziale e non obiettiva, alimentata da pregiudizi e non da dati e valutazioni oggettive –:

   per quali motivi il Ministro interrogato abbia ritenuto opportuno affidare una indagine sui costi-benefici della Torino-Lione ad una figura professionale da sempre contraria alla Tav e al trasporto ferroviario e quali siano i criteri ed i parametri con cui viene effettuata tale indagine.
(5-00431)