• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00095 (2-00095) «Zolezzi».



Atto Camera

Interpellanza 2-00095presentato daZOLEZZI Albertotesto diGiovedì 13 settembre 2018, seduta n. 44

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   la regione Liguria è caratterizzata da un territorio impervio; il recente crollo del «Ponte Morandi» dimostra fra l'altro la non semplice coesistenza di attività produttive, aree urbane e infrastrutture in questo territorio. Il piano rifiuti regionale prevede, per la gestione dell'organico impianti di digestione anaerobica, sebbene non esista nel territorio possibilità di spandimento degli effluenti solidi (digestati), destinati verosimilmente a discarica (non chiudendo quindi la filiera), come nel caso dell'impianto Ferrania Ecologia s.r.l. a Cairo Montenotte (SV), balzato agli onori delle cronache per una recente inchiesta per reati ambientali; la necessaria depurazione degli effluenti, liquidi si inserisce poi in un contesto che vede ancora molti agglomerati urbani oggetto di procedura di infrazione europea e altri in pre-infrazione. Una gestione sostenibile e di prossimità dell'organico in Liguria potrebbe passare per esempio da impianti di compostaggio;

   criticità importanti e apposizione dei residenti si sono riscontrate per il paventato impianto di Taggia (IM) e per quello di Isola del Cantone (GE). Quest'ultimo impianto, tecnicamente definito: «impianto per la produzione di energia elettrica da biogas derivante dal trattamento anaerobico della frazione organica dei RSU (FORSU) e speciali non pericolosi», dovrebbe sorgere in località Camposaragna;

   è caratterizzato da un digestore dove viene prodotto bio gas utilizzato in loco per alimentare un motore a combustione interna finalizzato alla generazione di energia elettrica (998 KW elettrici) per immissione in rete. I volumi di materiale-trattato sono 90 tonnellate al giorno di rifiuti (33.000 tonnellate/anno rifiuti) a fronte di una produzione di frazione organica di rifiuto solido urbano (FORSU) in alta valle Scrivia di sole 10 t/giorno;

   la ditta proponente è la società ENERGA srl. Tale ditta ha come soci principali DOCKS LANTERNA SPA operante nello smaltimento rifiuti in Liguria e Domino srl operante nel settore/immobiliare;

   si segnalano alcune criticità autorizzative: il progetto ha ricevuto una Via regionale positiva con delibera di giunta regionale n. 1319 del 30 dicembre 2016. La procedura di Via è stata preceduta da una inchiesta pubblica che, ad avviso dell'interrogante, non ha tenuto in considerazione i motivi tecnici, ambientali, socio economici di contrasto con il progetto, di tutta la comunità territorialmente interessata sia a livello di istituzioni locali, associazioni e comitati civici. È stata avviata, presso la città metropolitana di Genova, la procedura di rilascio della autorizzazione unica ai sensi del decreto legislativo n. 387 del 2003. Attualmente la procedura è ferma in attesa del pronunciamento del Tar Liguria sul ricorso promosso del comune di Isola del Cantone e da altri comuni territorialmente interessati dall'impianto compresa la provincia di Alessandria;

   l'impianto, ad avviso dell'interrogante è assoggettabile oltre che a Via anche ad autorizzazione integrata ambientale (punti 7 e 8 dell'allegato VIII alla Parte II del decreto legislativo 512 del 2006), invece la procedura scelta ad oggi è quella della autorizzazione unica ai sensi del decreto legislativo n. 387 del 2003;

   la valutazione ambientale strategica sul progetto di biodigestore è stata chiusa senza un provvedimento espresso come richiesto dalla legge;

   non sussiste la completa disponibilità dei terreni da parte della società, proponente il progetto di biodigestore come invece previsto dalla normativa in materia (articolo 12 del decreto legislativo 387 del 2003). Inoltre, nessuna verifica in ordine alla disponibilità dei terreni veniva effettuata e in data 12 luglio 2017, con nota prot. 17373, la competente Soprintendenza esprimeva parere di competenza favorevole in ordine all'intervento de quo proprio sul presupposto dell'acquisita proprietà dei terreni interessati dall'intervento. In data 28 luglio 2017 veniva, pertanto, rilasciata l'autorizzazione paesaggistica;

   in data 20 marzo 2018 c'è stato il riavvio, presso città metropolitana di Genova, dell'istruttoria dell'autorizzazione unica: nella prima seduta di Conferenza di servizi RFI manifesta parere contrario sulla fascia di rispetto di 30 metri (decreto del Presidente della Repubblica 753), l'istruttoria verrà svolta dalla sede centrale; viene affermato: «l'impianto ricade in parte in quella fascia (15 metri) e non concediamo deroghe». L'impianto dovrebbe sorgere a 70 metri dal fiume Scrivia e a 15 metri dalla linea ferroviaria (sopraelevata rispetto all'impianto), incassato a minima distanza da rilievi collinari;

   si sottolinea il rischio di esplosione del digestore contenente materiali infiammabili collegato non solo a deragliamenti ferroviari ma anche al lancio di pietrisco e di scintille che normalmente avviene al passaggio dei treni, arrivando al possibile passaggio di treni carichi di materiale infiammabile; così si ritorna all'incipit del presente atto ossia al rischio di eventi esiziali come il crollo del ponte –:

   se i Ministri interrogati per quanto di competenza intendano assumere ogni iniziativa di competenza per garantire una sicura coesistenza delle infrastrutture con le attività produttive, in particolare facendo sì che Rfi confermi l'opposizione alla costruzione di un impianto del genere in tale sede;

   se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare intenda assumere iniziative normative o promuovere linee guida più stringenti in merito alla gestione di «organico e verde», in relazione a possibilità di spandimento a filiera corta e depurazione idrica in caso di digestione anaerobica, anche, alla luce delle innumerevoli criticità del caso in esame.
(2-00095) «Zolezzi».