• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00533 GARAVINI, GIACOBBE - Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che: per tutelare i diritti socio-previdenziali dei...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00533 presentata da LAURA GARAVINI
martedì 11 settembre 2018, seduta n.034

GARAVINI, GIACOBBE - Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

per tutelare i diritti socio-previdenziali dei lavoratori del nostro Paese emigrati nel corso degli anni, lo Stato italiano ha stipulato importanti convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi di maggiore emigrazione;

tali convenzioni hanno garantito, in materia di sicurezza sociale, la parità di trattamento dei nostri lavoratori con i lavoratori locali, l'esportabilità delle prestazioni previdenziali da un Paese all'altro e soprattutto la facoltà di totalizzare i contributi versati nei vari Paesi di emigrazione ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi minimi previsti dalle diverse legislazioni per la maturazione di un diritto a prestazione;

sono attualmente circa 800.000 le pensioni in convenzione internazionale erogate dall'Inps a cittadini italiani residenti all'estero e a cittadini italiani rientrati in Italia dopo l'emigrazione, e sono decine di migliaia i cittadini italiani residenti all'estero e in Italia, i quali matureranno nei prossimi anni il diritto a una pensione italiana in pro rata attraverso l'applicazione di una convenzione bilaterale o multilaterale di sicurezza sociale;

sono stati e sono ancora purtroppo e ingiustamente esclusi da questo diritto tutti i dipendenti pubblici i quali si sono nel corso degli anni recati all'estero per lavorare e per vivere (decine di migliaia) perché non considerati rientranti nel campo di applicazione soggettivo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall'Italia; infatti mentre i regolamenti comunitari prevedono esplicitamente sin dal 1998 (regolamento (CE) n. 1606/98) l'estensione del proprio campo di applicazione ai regimi speciali dei dipendenti pubblici e dei liberi professionisti, tutte le convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall'Italia non prevedono esplicitamente tale diritto;

a causa di tale grave e incomprensibile disparità di trattamento con gli altri lavoratori e all'inazione delle autorità competenti, i dipendenti pubblici e i liberi professionisti italiani i quali sono emigrati o emigrano nei Paesi extracomunitari sono stati e sono esclusi da ogni forma di tutela previdenziale convenzionale e non possono utilizzare i contributi versati in Italia sia per ottenere una prestazione italiana sia una prestazione estera in regime di convenzione;

premesso inoltre che:

l'articolo 21 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (decreto-legge "Salva-Italia"), convertito, con modificazioni, dalla legge del 27 dicembre 2011, n. 214, ha disposto la soppressione dell'INPDAP e il conseguente trasferimento di tutte le sue funzioni all'INPS a partire dal 1° gennaio 2012; dal gennaio 2012 quindi l'INPDAP non esiste più, ma tutte le sue funzioni e competenze sono state trasferite all'INPS e le tutele previdenziali dell'INPS si applicano anche ai lavoratori subordinati del settore pubblico, attraverso una speciale gestione che fa capo all'INPS (ex INPDAP);

tutte le convenzioni bilaterali di sicurezza sociale prevedono la loro applicabilità anche alle legislazioni concernenti i regimi speciali per determinate categorie di lavoratori in quanto ai rischi coperti dalle stesse convenzioni e alle leggi, regolamenti e agli altri atti legislativi che modifichino tali legislazioni;

la soppressione dell'INPDAP e la conseguente attribuzione delle relative funzioni all'INPS rende quindi necessario uniformare i criteri di accesso degli assicurati alle prestazioni in regime internazionale, includendo nel campo di applicazione soggettivo anche i dipendenti pubblici e i liberi professionisti,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano consapevoli della situazione di esclusione e di discriminazione alla quale sono da sempre soggetti i nostri connazionali dipendenti pubblici e liberi professionisti ai fini del perfezionamento di una prestazione di sicurezza sociale in convenzione bilaterale;

se non ritengano giusto e opportuno, visto che il combinato disposto delle previsioni delle convenzioni bilaterali e delle norme di soppressione dell'INPDAP ora lo consente, adottare le iniziative necessarie affinché anche i dipendenti pubblici e i liberi professionisti siano considerati rientranti nel campo di applicazione di tali accordi senza dover ricorrere alla modifica di ogni singola convenzione.

(4-00533)