• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01004/005    premesso che:     dal 2008 ad oggi sono stati firmati 4 principali accordi Italia-Libia;     il Trattato di Amicizia, partenariato e cooperazione tra la...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01004/005presentato daFASSINO Pierotesto diLunedì 6 agosto 2018, seduta n. 39

   La Camera,
   premesso che:
    dal 2008 ad oggi sono stati firmati 4 principali accordi Italia-Libia;
    il Trattato di Amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria libica popolare socialista firmato a Bengasi il 30 agosto 2008 che interveniva a regolare un ampio spettro di rapporti con la Libia, con l'intento di porre fine al contenzioso derivante dall'epoca coloniale e di gettare le basi per un nuovo partenariato bilaterale;
    in data 29 dicembre 2007, in materia di contrasto all'immigrazione clandestina, era stato siglato un Protocollo tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista per fronteggiare il fenomeno dell'immigrazione clandestina, accompagnato in pari data da un Protocollo aggiuntivo tecnico-operativo siglato in data 29 dicembre 2007 che prevedevano un pattugliamento congiunto con la cessione in uso di motovedette, nonché attività di addestramento, formazione, assistenza e manutenzione dei mezzi, cui è seguito un Protocollo aggiuntivo tecnico-operativo siglato il 29 dicembre 2009;
    nell'era post gheddafiana, il primo impegno a rafforzare il legame di amicizia e collaborazione tra i due Paesi è consistito nella sottoscrizione il 21 gennaio 2012 della Dichiarazione di Tripoli da parte del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti e dai premier del Consiglio nazionale di Transizione, AlKeib. La dichiarazione assicurava il sostegno politico del nostro Paese al processo di pacificazione nazionale. In particolare, l'accordo si prefiggeva di proseguire sulla «strada degli accordi firmati – si legge nel testo –, guardando al futuro con l'aiuto e il contributo nelle varie attività, attraverso commissioni tecniche ad hoc nei vari settori nei due rispettivi Paesi»;
    il Memorandum d'intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all'immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra lo Stato di Libia e la Repubblica italiana firmato dal Presidente del Consiglio presidenziale Sarraj ed il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Roma il 2 febbraio 2017 interveniva a definire i comuni impegni in vista della stabilizzazione del paese e del governo dei flussi di migranti clandestini e di contrasto ai traffici illeciti;
    il Memorandum può assolvere al suo compito di collaborazione tra i due Stati nella definizione di comuni impegni solo se siano rispettati tutti i punti del Memorandum stesso;
    l'articolo 2 del Memorandum di intesa prevede al punto «2) adeguamento e il finanziamento dei centri di accoglienza summenzionati già attivi nel rispetto delle norme pertinenti, usufruendo di finanziamenti disponibili da parte italiana e di finanziamenti dell'Unione Europea. La parte italiana contribuisce, attraverso la fornitura di medicinali e attrezzature mediche per i centri sanitari di accoglienza, a soddisfare le esigenze di assistenza sanitaria dei migranti illegali, per il trattamento delle malattie trasmissibili e croniche gravi». E il punto «3) la formazione del personale libico all'interno dei centri di accoglienza summenzionati per far fronte alle condizioni dei migranti illegali, sostenendo i centri di ricerca libici che operano in questo settore, in modo che possano contribuire all'individuazione dei metodi più adeguati per affrontare il fenomeno dell'immigrazione clandestina e la tratta degli esseri umani»;
    il rapporto delle Nazioni Unite dei 12 febbraio 2018, sull'attività della Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha offerto una panoramica della attuale situazione dei diritti umani e umanitaria nel paese libico nel quale si fa riferimento a continue denunce e rapporti credibili che asseritamente parlano di torture, di estorsioni, di condizioni di detenzione inumane (tra cui il grave sovraffollamento, le pessime condizioni igieniche, la mancanza di acqua, la malnutrizione, l'assenza di una adeguata assistenza medico-sanitaria), di stupri e altre forme di violenza sessuale (tra le quali perquisizioni fisiche particolarmente umilianti e degradanti) e di rifiuto arbitrario delle visite di familiari e di avvocati dei detenuti;
    la situazione della crisi libica deve essere affrontata nel suo complesso, valutando le attività svolte dalle autorità libiche non solo in mare, ma anche sulla terraferma, nello specifico nei centri dove sono detenuti i migranti. L'interesse dell'Italia si estende alla gestione della complessiva situazione libica e non soltanto di quanto avviene in mare,

impegna il Governo

a continuare ad adoperarsi nelle opportune sedi diplomatiche affinché lo Stato della Libia attivi politiche di innalzamento della tutela dei diritti umani e capacità di costruire istituzioni democratiche.
9/1004/5. (Testo modificato nel corso della seduta).  Fassino, Quartapelle Procopio.