• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/00924-A/065    premesso che:     il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (A.C. 924), reca misure atte a limitare...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/00924-A/065presentato daCARBONARO Alessandratesto diGiovedì 2 agosto 2018, seduta n. 37

   La Camera,
   premesso che:
    il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (A.C. 924), reca misure atte a limitare l'utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, in modo da favorire i rapporti a tempo indeterminato, con lo scopo di ridurre il lavoro precario;
    nello spettacolo dal vivo operano migliaia di lavoratori che contribuiscono ad accrescere la qualità di vita del Paese, eppure, la realtà quotidiana di questi professionisti è caratterizzata da forte precarietà contrattuale, bassi livelli di reddito, scarsa rappresentatività sindacale, proliferazione di prestazioni lavorative irregolari e condizioni di insicurezza diffusa nei luoghi di lavoro;
    le statistiche ufficiali sui lavoratori dello spettacolo sono prodotte dall'INPS (gestione ex Enpals) e risultano dai dati del fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo. I soggetti che nel 2015 hanno fatto almeno un versamento nelle casse previdenziali sono 136.571. La popolazione delle persone impegnate nello spettacolo è giovane – la classe di età modale è 25-29 anni (15,1 per cento) e il 71 per cento ha meno di 45 anni;
    i contratti a tempo determinato interessano la grande maggioranza dei lavoratori dello spettacolo (80 per cento), il 10 per cento ha un contratto stagionale e il restante 10 per cento una posizione stabile (un contratto a tempo indeterminato). L'ammontare delle retribuzioni nell'anno dipende naturalmente dal tempo di lavoro riconosciuto e risulta in assoluto molto contenuto, pari a 5.430 euro pro capite. Oltre le difficoltà legate all'ammontare del reddito, emergono quelle legate al ritardo dei pagamenti: solo quasi un professionista su quattro (25 per cento) è pagato puntualmente secondo quanto concordato;
    con redditi bassi, natura del lavoro intermittente e garanzie contrattuali scarse, per il 71,1 per cento dei lavoratori dello spettacolo l'accesso al credito viene negato. La grande maggioranza, inoltre, non è iscritta ad alcuna cassa di previdenza complementare,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di:
   a) intervenire sulla problematica esposta in premessa definendo strategie e strumenti volti alla tutela dei lavoratori del settore troppo spesso esposti ad abusi ed iniquità;
   b) istituire un tavolo tecnico con il Ministero dei beni e delle attività culturali, il Ministero dell'economia e delle finanze nonché il Ministero del lavoro e delle politiche sociali al fine di concertare le possibili soluzioni alle problematiche esposte in premessa.
9/924-A/65. Carbonaro, Azzolina, Acunzo, Bella, Casa, Frate, Gallo, Lattanzio, Mariani, Marzana, Melicchio, Nitti, Testamento, Torto, Tuzi, Villani.