• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00069 (2-00069) «Elvira Savino».



Atto Camera

Interpellanza 2-00069presentato daSAVINO Elviratesto diGiovedì 2 agosto 2018, seduta n. 37

   La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere – premesso che:

   secondo una ricerca di Save the children, l'Italia è agli ultimi posti in Europa per «povertà di futuro» di bambini e adolescenti, privati di opportunità, prospettive e competenze. La povertà nelle sue varie forme, educativa, sociale, economica, d'istruzione e di lavoro, li sta colpendo in modo grave, privandoli di prospettive e di opportunità. Nasce da qui l'esigenza di intervenire con priorità su questi aspetti;

   in particolare, la ricerca evidenzia i quattro principali dati negativi nei riguardi dei bambini e degli adolescenti: il taglio dei fondi per i minori e famiglie, la mancanza di una vita dignitosa, il basso livello di istruzione ed il lavoro;

   il nostro Paese si colloca al diciottesimo posto nell'Europa dei 27 per spesa per l'infanzia e la famiglia;

   in particolare, per quanto riguarda la povertà educativa, da cui conseguono gli altri aspetti, l'organizzazione, anche quest'anno, ha lanciato nel mese di maggio 2018 la campagna «Illuminiamo il Futuro» per il contrasto alla povertà educativa e ha avviato la petizione on line su www.illuminiamoilfuturo.it per chiedere il recupero di tanti spazi pubblici in stato di abbandono e degrado su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini e gli adolescenti e ha indicato i 10 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia: da un'ex scuola elementare nella periferia di Milano a un teatro abbandonato a Torino, dai parchi in condizioni di degrado nelle periferie di Roma e Napoli, e infine, il Parlamento, il luogo dove troppo spesso la voce dei minori è inascoltata;

   si tratta di un Paese «vietato» ai minori, dove quasi 1 milione e trecentomila bambini e ragazzi – il 12,5 per cento del totale, più di 1 su 10 – vivono in povertà assoluta, oltre la metà non legge un libro, quasi 1 su 3 non usa internet e più del 40 per cento non fa sport. Ma, soprattutto, un Paese dove i minori non riescono a emanciparsi dalle condizioni di disagio delle loro famiglie e non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali, sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati che potrebbero invece essere restituiti ai bambini per favorire l'attivazione di percorsi di resilienza, grazie ai quali potrebbero di fatto raddoppiare la possibilità di migliorare le proprie competenze;

   dal nuovo rapporto di Save the Children «Nuotare contro corrente. Povertà educativa e resilienza in Italia» emerge che i quindicenni che vivono in famiglie disagiate hanno quasi 5 volte in più la probabilità di non superare il livello minimo di competenze sia in matematica che in lettura rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie più benestanti (24 per cento contro 5 per cento). Tuttavia, tra questi minori, spicca una quota di «resilienti», ragazzi e ragazze che raggiungono ottimi livelli di apprendimento, anche provenendo da famiglie in gravi condizioni di disagio;

   secondo i dati contenuti nel rapporto, i fattori che aiutano i ragazzi ad emanciparsi dalle situazioni di disagio sociale ed economico sono l'aver frequentato un asilo nido (+39 per cento di probabilità), una scuola ricca di attività extracurriculari (+127 per cento), dotata di infrastrutture adeguate (+167 per cento) o caratterizzata da relazioni positive tra insegnanti e studenti (+100 per cento);

   di contro, per i minori le probabilità di sviluppare percorsi di resilienza si riducono tra il 30 per cento e il 70 per cento se vivono in contesti segnati da alti tassi di criminalità minorile e dispersione scolastica e di quasi due volte se risiedono in aree dove la disoccupazione giovanile è più alta della media nazionale;

   dall'indice di povertà educativa 2018 di Save the Children, emerge che sono la Campania, la Sicilia, la Calabria, la Puglia e il Molise le regioni italiane dove gli effetti della povertà educativa su bambini e ragazzi si fanno sentire maggiormente e dove minori sono le opportunità di attivare percorsi di resilienza;

   esaminando in dettaglio i singoli parametri che compongono l'indice, si osserva che nel nostro Paese quasi il 14 per cento dei ragazzi abbandona gli studi precocemente; quasi 9 bambini su 10 (87 per cento), inoltre, non vanno all'asilo nido o non frequentano servizi per la prima infanzia. Più del 66 per cento delle classi della scuola primaria e più dell'85 per cento di quelle della scuola secondaria, inoltre, in Italia, non offrono l'opportunità del tempo pieno agli studenti. Quasi la metà degli alunni (49 per cento), nel nostro Paese, non accede invece al servizio di mensa scolastica. Per quanto riguarda la partecipazione dei minori alle attività culturali e ricreative, l'Ipe dice che più della metà dei ragazzi, in Italia (52,8 per cento) non legge libri; quasi il 43 per cento non fa sport e quasi 1 su 3 (29,1 per cento) non naviga su internet. E, ancora, quasi 7 su 10 non vanno a teatro o non visitano siti archeologici; quasi 8 su 10 non vanno a concerti e più della metà (55 per cento) non visitano mostre o musei;

   altrettanto preoccupanti sono i dati che riguardano il lavoro: i disoccupati sono il 38,4 per cento degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo, mentre i giovani che non lavorano e non stanno seguendo corsi di formazione, sono 3.200.000 e posizionano il nostro Paese al venticinquesimo posto su 27;

   i dati che emergono dal rapporto consegnano un quadro allarmante dell'impatto della povertà educativa, causa di quella economica, oggi in Italia;

   è necessaria un'accelerazione, un impegno straordinario per spezzare questo circolo vizioso tra povertà economica ed educativa e allargare lo sguardo delle politiche di contrasto alla povertà educativa, oltre l'individuo, la famiglia e la scuola verso il territorio e gli spazi dove il bambino cresce –:

   se il Governo, per quanto di competenza, non ritenga di dover quanto prima definire e attuare uno specifico piano di contrasto alla povertà minorile e d'investimento in favore dell'istruzione pubblica e porre in essere interventi urgenti e strutturati in favore delle politiche per i minori e i giovani;

   se non ritengano di adottare un piano di azione volto al recupero dei tanti spazi pubblici inutilizzati destinandoli a luoghi per attività extrascolastica gratuita e di qualità per tanti bambini e ragazzi in tutto il Paese.
(2-00069) «Elvira Savino».