• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00121 MOLES, MANGIALAVORI, SICLARI, BATTISTONI, VITALI, DAMIANI, MINUTO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute - Premesso che, a quanto risulta agli...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00121 presentata da GIUSEPPE MOLES
mercoledì 25 luglio 2018, seduta n.026

MOLES, MANGIALAVORI, SICLARI, BATTISTONI, VITALI, DAMIANI, MINUTO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

il 19 luglio 2018, a conclusione di indagini condotte dal nucleo Noe (Nucleo operativo ecologico) dei Carabinieri, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Potenza, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo lucano, ha disposto il sequestro degli impianti di messa in sicurezza e bonifica dello stabilimento Rendina Ambiente, ex Fenice, di Melfi (Potenza);

con l'ordinanza è stato, altresì, disposto il divieto di dimora in Basilicata per l'amministratore delegato e legale rappresentante della Rendina Ambiente, Luca Alifano, indagato per inquinamento ambientale;

il danno ambientale era stato già accertato nel 2009 e, secondo le motivazioni alla base del sequestro, nel corso degli anni, la "mancata bonifica" ha compromesso ulteriormente la situazione delle acque potabili, creando un grave pericolo per la salute pubblica;

negli ultimi tempi, infatti, le notizie di inquinamento, non solo dell'aria, ma anche del terreno e delle falde acquifere, sono diventate sempre più frequenti;

qualche settimana fa il sindaco di Melfi aveva dichiarato di aver presentato un esposto, in quanto erano state segnalate delle anomalie;

per gli inquirenti la mancata bonifica del sito inquinato avrebbe provocato "la diffusione di inquinanti all'esterno con la compromissione delle acque potabili con grave pericolo per la salute pubblica";

nelle falde acquifere sarebbero finiti, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Potenza e condotte dai Carabinieri del Noe, elementi pericolosi e cancerogeni tra cui nichel, mercurio, floruri, nitriti, tricloroetilene, e bromodiclorometano;

il reato contestato è di inquinamento ambientale per non aver provveduto alla bonifica del sito, in particolare per aver omesso di predisporre un modello di bonifica adeguato;

come riportato da diversi quotidiani, anche on line, molteplici verifiche avevano evidenziato che le misure di messa in sicurezza adottate si erano rivelate inefficaci. Vi sarebbe stata, infatti, la diffusione di inquinanti all'esterno del sito di Fenice Ambiente nelle aree circostanti, nonché la contaminazione dell'acqua industriale e dell'acqua destinata al consumo umano, causando la grave compromissione della matrice ambientale delle acque sotterranee nelle aree circostanti il sito di Rendina Ambiente e la compromissione delle acque potabili con grave pericolo per la salute pubblica,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, non intendano disporre con urgenza ogni azione concreta per verificare il reale stato di contaminazione e di inquinamento delle matrici ambientali;

se non ritengano indispensabile informare la popolazione interessata circa il reale stato di inquinamento e di compromissione ambientale, a cominciare dalla verifica sulle acque potabili;

quali iniziative immediate intendano adottare al fine di tutelare la salute pubblica.

(3-00121)