• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00028 (7-00028) «Gagnarli, Lorefice, Maglione, Cadeddu, Cassese, Cillis, Cimino, Cunial, Del Sesto, L'Abbate, Lombardo, Alberto Manca, Maraia, Marzana, Parentela, Pignatone, Gallinella».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00028presentato daGAGNARLI Chiaratesto diGiovedì 19 luglio 2018, seduta n. 30

   Le Commissioni XII e XIII,

   premesso che:

    nella precedente legislatura si è completato l’iter di recepimento della direttiva n. 2009/128/CE con l'approvazione del decreto ministeriale 22 gennaio 2014, il piano d'azione nazionale (Pan) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, a completamento del decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012;

    il gruppo M5S in Commissione agricoltura aveva avanzato una serie di osservazioni e richieste, a cominciare dal ritardo nella pubblicazione del Pan, il 13 febbraio 2014, dopo oltre un anno rispetto al 26 novembre 2012, data indicata dal decreto legislativo n. 150 del 2012. Nel merito si chiedeva una rivisitazione generale di tutto il piano, nel senso di una riscrittura più dettagliata e puntuale che individuasse gli obiettivi quantitativi, le misure ed i tempi per la riduzione dei rischi e degli impatti dei pesticidi sulla salute e sull'ambiente, non individuati benché imposti dalla direttiva europea all'articolo n. 4, comma 1. Si evidenziavano altresì i troppi rinvii a decreti attuativi, l'inadeguatezza dell'impianto sanzionatorio e delle misure previste dalla lotta integrata obbligatoria, ed altre segnalazioni minori, alcune delle quali negli ultimi anni sono state colmate, grazie ad alcuni decreti emanati dai Ministeri che ne avevano competenza;

    in merito alle sanzioni disciplinate dall'articolo 24 del decreto legislativo n. 150 del 2012, ribadendo quanto segnalato nella precedente legislatura, si rileva che la maggior parte delle penalità interessa la parte della distribuzione e della formazione professionale, trascurando ad esempio quelle relative all'articolo 11 su informazione e sensibilizzazione, all'articolo 14 sulla tutela dell'ambiente acquatico e delle acque potabili, all'articolo 15 sulla tutela delle aree specifiche, all'articolo 17 sulla manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze, ma soprattutto all'articolo 19 in merito all'applicazione dei princìpi generali della difesa integrata obbligatoria, di cui all'allegato III del decreto legislativo n. 150 del 2012, argomento principale della norma;

    da una recente verifica (maggio 2018) risulta che tra i provvedimenti attuativi individuati dall'impianto normativo sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ci sarebbero tuttora atti o misure mancanti. A titolo non esaustivo tra questi si segnalano: le trasmissioni, da parte delle regioni, delle informazioni rilevanti sulla tossicità, l'eco-tossicità, il destino ambientale e gli aspetti fitosanitari relativi ai prodotti in commercio mediante l'utilizzo di apposite banche dati (punti A 5.2, A 5.8.1 del Pan); il decreto ministeriale che disciplini la vendita dei prodotti fitosanitari attraverso i canali alternativi, come la vendita on-line (articolo n. 10, comma 6, del decreto legislativo n. 150 del 2012); la definizione di programmi di informazione e sensibilizzazione della popolazione sui rischi e sui potenziali effetti acuti e cronici per la salute umana (punto A 2.1 del Pan); la rete di collegamento, coordinata dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, tra le iniziative di ricerca in atto e l'attivazione di possibili nuovi progetti di ricerca e il ferimento delle innovazioni, e le misure da adottare nelle aree di influenza delle acque di balneazione (Punto D del Pan);

    l'articolo n. 53 del regolamento (CE) n.1107/2009 prevede la possibilità di autorizzare, in deroga ai requisiti di sicurezza sanitaria e ambientale stabiliti dagli articoli 28 e 29 dello stesso regolamento, l'immissione in commercio di un prodotto fitosanitario, per un periodo non superiore a 120 giorni e per un uso limitato e controllato «(...) ove tale provvedimento appaia necessario a causa di un pericolo che non può essere contenuto in alcun altro modo ragionevole.». Nella precedente legislatura si evidenziava che il reiterarsi annuale dell'emergenza trasformava queste concessioni straordinarie in prassi, producendo come effetto un utilizzo pressoché costante di alcuni principi attivi: a) su colture o avversità diverse da quelle su cui erano normalmente autorizzati, b) approvati ma non presenti in prodotti fitosanitari autorizzati in Italia, c) in corso di approvazione (nuove sostanze), oppure d) non ancora approvate ai sensi del regolamento (CE) 1107/2009;

    si rilevano, altresì, problematiche sulle colture a bassa diffusione, cosiddette minori, come le erbe fresche, il luppolo, e altre. Tali piantagioni, probabilmente per motivi di mancato interesse economico delle imprese dell'agrochimica ad estendere l'utilizzo dei propri formulati commerciali, continuano a trovarsi sguarnite nei confronti di alcune fitopatologie o erbe infestanti;

    si pone anche l'attenzione, in continuità con quanto chiesto nella precedente legislatura, sull'obbligo prescritto dalla normativa per alcune tipologie di irroratrici, di effettuare il controllo funzionale e la taratura entro un determinato limite temporale, che ha, come termine principale, quello del 26 novembre 2016. Il controllo delle irroratrici è un impegno obbligatorio per le aziende che aderiscono alle misure agro-climatico-ambientali e all'agricoltura biologica; pertanto, il mancato adempimento può determinare eventuali riduzioni del premio Pac. A tal proposito risulta che il ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo abbia convenuto che siano regioni e province autonome a decidere in quali circostanze comminare le sanzioni; la provincia di Trento, ad esempio, ha deciso per la non applicazione della sanzione o della decurtazione degli aiuti comunitari per le aziende che sottopongono le proprie attrezzature al controllo funzionale dopo il 26 novembre 2016, ma comunque prima del loro effettivo utilizzo;

    come segnalato nella precedente legislatura, si ricorda come la vendita delle piante ornamentali sottoposte a trattamenti fitosanitari, possa avvenire senza il rispetto di alcun periodo di tempo necessario alla pianta per degradare i prodotti eventualmente su di essa irrorati. Le piante ornamentali, quindi, potrebbero veicolare residui di prodotti fitosanitari potenzialmente pericolosi, anche solo per contatto. Posto che, soprattutto in determinati periodi dell'anno, presso i grandi centri commerciali le derrate alimentari e le piante ornamentali sono a stretto contatto, sia sugli scaffali che nelle piattaforme logistiche, tale promiscuità potrebbe provocare una contaminazione dei prodotti ortofrutticoli. Per questo sarebbe opportuno incentivare la ricerca affinché venga introdotto un nuovo parametro, paragonabile al tempo di carenza (usato per le piante eduli), da applicare all'utilizzo dei prodotti fitosanitari sulle piante ornamentali. La commercializzazione di tali piante, quindi, sarebbe consentita solo una volta trascorso il periodo di tempo necessario alla degradazione dei princìpi attivi eventualmente irrorati, in metaboliti non tossici,

impegnano il Governo:

   a intraprendere, nelle sedi competenti, ogni utile iniziativa volta a perfezionare il piano di azione nazionale sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, attraverso l'individuazione degli obiettivi quantitativi, le misure e i tempi per la riduzione dei rischi e degli impatti dei pesticidi sulla salute e sull'ambiente, prescritti dalla direttiva europea n. 2009/128/CE, all'articolo 4, comma 1;

   a valutare l'opportunità di assumere iniziative per ottimizzare il quadro sanzionatorio, previsto dall'articolo 24 del decreto legislativo n. 150 del 2012, introducendo misure relative all'inosservanza di tutte le prescrizioni e delle indicazioni contenute nell'intero apparato normativo sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari;

   ad adottare, entro 6 mesi dall'approvazione del presente atto di indirizzo, gli atti e le misure previste dal decreto legislativo n. 150 del 2012 e dal Pan non ancora adottati, per i quali risultino scaduti i termini o per i quali non sia stata stabilita alcuna scadenza;

   a valutare la possibilità di perfezionare il ricorso alle autorizzazioni in deroga, previste dall'articolo n. 53 del regolamento (CE) n. 1107/2009 rilasciate dal Ministero della salute, al fine di assicurare un maggiore rigore nell'utilizzo di tale prerogativa;

   ad informare le Commissioni parlamentari competenti in merito allo stato di attuazione dei controlli funzionali e delle regolazioni delle macchine irroratrici in uso, alle scelte operate dagli enti territoriali in materia di sanzioni per il mancato controllo, nonché alle implicazioni che hanno coinvolto o rischiano di coinvolgere l'Italia a causa della mancata osservanza dei termini previsti dalla direttiva europea;

   a valutare l'opportunità di istituire un tavolo tecnico per gli «usi minori» di cui al regolamento dell'unione europea n. 1107/2009, che possa innanzitutto classificare tali colture, per mettere successivamente in atto misure in grado di garantire ai produttori agricoli un'adeguata difesa fitosanitaria;

   a commissionare un approfondimento, alle istituzioni di ricerca competenti, volto a valutare l'opportunità di predisporre un parametro, commisurabile al «tempo di carenza», valido per gli utilizzi dei prodotti fitosanitari sulle colture ornamentali, che garantisca una maggior sicurezza a chi acquista piante ornamentali, ed eviti una eventuale contaminazione di prodotti ortofrutticoli che, durante la distribuzione o la vendita, possano venire in contatto con piante ornamentali ed assorbire, anche solo per contatto, residui di prodotti fitosanitari.
(7-00028) «Gagnarli, Lorefice, Maglione, Cadeddu, Cassese, Cillis, Cimino, Cunial, Del Sesto, L'Abbate, Lombardo, Alberto Manca, Maraia, Marzana, Parentela, Pignatone, Gallinella».