• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00002 (7-00002) «Fidanza, Butti, Ciaburro, Luca De Carlo, Frassinetti, Maschio».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00002presentato daFIDANZA Carlotesto diMartedì 26 giugno 2018, seduta n. 19

   La IX Commissione,

   premesso che:

    la legge 18 luglio 1957, n. 614, ha affidato alla gestione governativa navigazione laghi l'esercizio delle linee di navigazione in servizio pubblico sui laghi di Como, Garda e Maggiore, prevedendo che l'eventuale disavanzo di bilancio sia coperto con i fondi stanziati annualmente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a cui spetta la vigilanza sull'amministrazione, affidata ad un gestore;

    la gestione della navigazione sui tre grandi laghi del Nord Italia è stata interessata dal processo di regionalizzazione avviato dalla legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa;

    il sistema di gestione corrisponde, invero, alla logica e ai principi del decentramento enunciati dalla legge n. 59 del 1997, secondo cui i conferimenti alle regioni e agli enti locali coinvolgono «tutte le funzioni e i compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo delle rispettive comunità, nonché tutte le funzioni e i compiti amministrativi localizzabili nei rispettivi territori» (articolo 1, comma 2);

    le deleghe per le anzidette gestioni sono state attuate con il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, che, all'articolo 11, ha disposto il trasferimento della gestione governativa per la navigazione sui laghi Maggiore, di Como e di Garda alle regioni territorialmente competenti e alla provincia autonoma di Trento, previo risanamento tecnico economico, da finanziare con i fondi e le modalità di cui all'articolo 2 della legge n. 194 del 1998;

    le regioni interessate sono la Lombardia per ciascuno dei tre laghi, il Piemonte per il lago Maggiore e il Veneto, nonché la provincia autonoma di Trento, per il lago di Garda;

    sempre dal citato articolo 11 decreto legislativo n. 422 del 1997 è stata prevista l'intesa delle regioni medesime con i Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e finanze competenti, di concerto, per l'approvazione del piano di risanamento predisposto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

    la procedura per l'approvazione del piano è attualmente in una situazione di stallo;

    è, peraltro, opportuno considerare che, in correlazione con l'approvazione del piano di risanamento, occorre procedere alla ricognizione dei beni della gestione per il successivo trasferimento agli enti locali, in applicazione della recente normativa secondo cui molti beni delle regioni passano alle province e ai comuni;

    a tal fine, è stata istituita un'apposita commissione con la partecipazione anche di rappresentanti delle amministrazioni del tesoro e delle finanze nonché degli enti interessati, i cui lavori, però, sono ugualmente fermi a causa di difficoltà operative derivanti – secondo quanto riferito dalla competente direzione generale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – dalla mancata collaborazione di tutti gli enti locali coinvolti;

    i profili di interesse generale relativi alla gestione della navigazione lacuale sono individuabili nei riflessi di ordine economico connessi allo sviluppo dell'afflusso turistico e negli effetti positivi – sia in termini economici e sia, ancor più, in termini di favorevole impatto ambientale – derivanti dallo sviluppo del traffico mercantile per via d'acqua in alternativa a quello su strada, fortemente inquinante;

    durante la XVI legislatura, l'8a Commissione lavori pubblici e comunicazioni del Senato ha svolto nel 2011 un'indagine conoscitiva sulle problematiche e sviluppo della navigazione lacuale;

    il percorso prospettato dall'indagine conoscitiva per giungere alla regionalizzazione del servizio consta di tre fasi: in primo luogo, si dovrebbe procedere all'aggiornamento del piano di risanamento tecnico-economico per l'individuazione e il reperimento dei fondi necessari, facendo riferimento ai dati contenuti negli studi commissionati dalle regione; successivamente si dovrebbe raggiungere un accordo tra le regioni interessate per la gestione delle funzioni e delle competenze trasferite, e, infine, si dovrebbe stipulare un accordo di programma tra lo Stato e le regioni per definire le risorse finanziarie necessarie;

    l'indagine ha altresì evidenziato la possibilità di prevedere una separazione giuridica tra il proprietario di beni e infrastrutture e il gestore del servizio vincitore della gara, conservando la proprietà dei beni e delle infrastrutture in capo a una società pubblica, e non escludendo la possibilità di affidare tutta la gestione con finanza di progetto;

    negli anni, a causa della riduzione degli stanziamenti, la gestione governativa dei laghi ha dovuto operare scelte di riduzione del servizio di trasporto passeggeri, in particolare delle corse veloci, e di traghettamento degli autoveicoli, nonché l'aumento delle tariffe applicate, che hanno colpito in particolare gli utenti pendolari, generando conseguenze negative sia in termini occupazionali (anche rispetto alla possibilità di assunzione di lavoratori stagionali), sia in termini di attrattività turistica delle aree lacuali, e inibendo le potenzialità del trasporto su acqua;

    la mancata regionalizzazione della gestione governativa per la navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como sta rendendo progressivamente più incerta la programmazione del servizio di trasporto lacuale, secondo le esigenze sociali, economiche, territoriali e di mobilità dei territori interessati,

impegna il Governo:

   ad adottare le iniziative di competenza utili a dare rapida attuazione al processo di regionalizzazione previsto dall'articolo 11 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, in particolare per quanto riguarda la predisposizione di un piano aggiornato di risanamento tecnico-economico necessario a definire il trasferimento delle competenze in materia di gestione del trasporto pubblico lacuale e l'assegnazione delle conseguenti risorse in conio capitale e d'esercizio;

   ad avviare un tavolo tecnico con le regioni coinvolte al fine di stabilire tutte le rispettive competenze ed attività da attuare per portare a conclusione in tempi rapidi il menzionato processo di regionalizzazione.
(7-00002) «Fidanza, Butti, Ciaburro, Luca De Carlo, Frassinetti, Maschio».