• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00416 (4-00416)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00416presentato daCAPPELLACCI Ugotesto diGiovedì 7 giugno 2018, seduta n. 13

   CAPPELLACCI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro per la famiglia e le disabilità, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio 2018), ha istituito il fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020;

   oltre ad una individuazione poco precisa della figura del caregiver, alla creazione del fondo non corrisponde l'immediata finanziabilità di interventi: infatti, è finalizzato alla «copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale del caregiver familiare». Occorrerà pertanto un successivo intervento del legislatore per completare il quadro e rendere concrete e spendibili le misure di sostegno ai caregiver;

   in pratica, non ci sono ancora misure specifiche per valorizzare queste attività, ma sono stanziate delle risorse che dovranno servire a coprire futuri interventi normativi, per cui, in assenza di interventi normativi specifici, le suddette risorse, ancorché importanti e attese, rimarranno sulla carta, con danno evidente per le persone non autosufficienti e per i loro familiari;

   a ciò si aggiunga che le risorse stanziate annualmente per le non autosufficienze continuano ad essere poche, come denunciano da anni anche le associazioni che si battono per i diritti dei disabili;

   il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante «Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza», approvato il 12 gennaio 2017, impone limiti di durata delle cure a carico del servizio sanitario nazionale e vincoli che condizionano l'accesso ai servizi di cura e che rischiano di discriminare i malati tra «guaribili» e «inguaribili», riducendo il sostegno economico per questi ultimi e di fatto lasciando sole le rispettive famiglie;

   il vincolare inoltre l'erogazione dei servizi di cura all'Isee familiare non risponde alle esigenze della drammatica realtà quotidiana vissuta da chi assiste una familiare e impropriamente tratta alla stregua di prestazioni sociali situazioni che invece sono e devono essere considerate come assistenza sanitaria: in moltissimi casi, infatti, si tratta di persone con una gravissima disabilità e in assistenza respiratoria –:

   se il Governo intenda adottare le opportune iniziative normative volte a consentire la piena e concreta finanziabilità degli interventi a favore dei caregiver, attraverso l'utilizzo delle risorse del fondo istituito dall'articolo 1, comma 254, della legge n. 205 del 2018;

   se il Governo non ritenga indispensabile assumere iniziative per incrementare le risorse assegnate annualmente al fondo per le non autosufficienze;

   se il Governo ritenga urgente, alla luce di quanto esposto in premessa, rivedere i nuovi livelli essenziali di assistenza, affinché non ci siano delle ingiuste ed intollerabili sperequazioni tra i cittadini.
(4-00416)