• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00005 PAZZAGLINI, ARRIGONI, CANDIANI, BRIZIARELLI, BONFRISCO, TESEI, BAGNAI, FUSCO, PITTONI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che, a quanto risulta agli...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00005 presentata da GIULIANO PAZZAGLINI
venerdì 23 marzo 2018, seduta n.001

PAZZAGLINI, ARRIGONI, CANDIANI, BRIZIARELLI, BONFRISCO, TESEI, BAGNAI, FUSCO, PITTONI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

nei giorni scorsi gli amministratori dei Comuni montani marchigiani colpiti dai terremoti dell'agosto e dell'ottobre 2016 sono stati informati dai dirigenti scolastici degli istituti della zona che, per il prossimo anno scolastico, alla luce della situazione attuale degli iscritti, le scuole subirebbero "un forte taglio di organici con conseguenze negative per tutto il territorio";

per l'anno scolastico 2017/2018 invece il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con la circolare n. 0021315 del 15 maggio 2017, aveva esortato gli Uffici scolastici regionali a garantire, nei comuni colpiti, indipendentemente dal numero degli iscritti, gli stessi organici assegnati prima degli eventi sismici, anche se in deroga ai parametri normalmente applicati sulla base del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, recante "Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133";

l'Ufficio scolastico regionale delle Marche, da quanto riportato nella nota dei dirigenti scolastici, però, non sembrerebbe intenzionato a prorogare questa decisione anche per il prossimo anno scolastico;

le principali istituzioni regionali e i rappresentanti politici si stanno facendo portavoce delle forti preoccupazioni espresse da amministratori locali, genitori e docenti delle aree del cratere sismico per quella che appare essere una decisione inevitabile, che non consentirebbe di porre rimedio alla grave situazione sul territorio, così da mitigare le difficoltà di quanti vivono la ricostruzione e vanno supportati con servizi essenziali, come la scuola, in termini efficienti e compiutamente funzionali;

per non parlare dei disagi dei docenti che devono affrontare ingiustificati trasferimenti, in forza di una distribuzione degli organici esasperatamente ancorata a soli principi numerici e medie aritmetiche, inadeguata a rispondere ad un grave evento come un sisma;

una drastica riduzione del corpo docente non costituisce il modo migliore per far rientrare i residenti nei comuni di provenienza, una volta ultimata la realizzazione delle SAE (soluzioni abitative di emergenza). Conseguenza inevitabile sarebbe lo spopolamento delle aree interne, impoverendo ulteriormente l'offerta scolastica nelle zone terremotate delle Marche, costringendo, così, gli alunni a spostarsi o ad iscriversi magari fuori dalla propria provincia;

accorpare classi con un numero di alunni inferiore rispetto alle direttive ministeriali, ignorando il fatto che ciò in parte è determinato dal mancato rientro di alcune famiglie nei territori appunto per l'indisponibilità delle SAE, e conseguentemente tagliare il numero dei docenti non può e non deve essere la soluzione nelle zone colpite dal sisma. Bisogna garantire la presenza dello stesso numero di insegnanti anche nelle classi sottodimensionate. Il territorio ha delle esigenze specifiche che devono essere rispettate, in caso contrario non saranno solo i professori a rimetterci, bensì tutta la comunità che si vedrebbe pesantemente lesa nel suo diritto fondamentale di ritornare a vivere nei propri territori d'origine,

si chiede di sapere:

perché non sia stata derogata anche per l'anno scolastico 2017/2018 la citata norma per la quantificazione delle piante organiche;

perché non si stia facendo quanto possibile per consentire il rientro delle famiglie, essendo evidente che la riduzione di un servizio fondamentale come quello scolastico andrebbe ad inficiare il lavoro di ricostruzione;

perché non si sia ritenuto indispensabile non penalizzare ulteriormente le comunità già duramente colpite.

(4-00005)